“Quando la partita va male, c’e’ sempre
chi se la prende con l’arbitro. Giorgia Meloni pero’ e’ andata
oltre. Il deficit al 3,08% certificato ieri dall’Istat allontana
l’uscita dalla procedura d’infrazione e lei, invece di spiegarne
il motivo agli italiani, prende il pallone, esce dal campo e
accusa l’istituto di statistica di giocare contro di lei”. Lo si
legge in una nota di Antonio Misiani, senatore e responsabile
economia e finanze del Pd.
“E’ un attacco grave e irresponsabile. L’Istat non e’ un
avversario politico ne’ l’ufficio stampa di Palazzo Chigi: e’
un’istituzione pubblica al servizio del Paese. Su quei dati –
aggiunge – si reggono le decisioni di famiglie, imprese,
investitori e istituzioni europee. L’Istituto lavora con
metodologie rigorose, armonizzate a livello Ue e verificate da
Eurostat. Le revisioni delle stime non sono complotti, ma la
normale fisiologia della statistica pubblica, in Italia come in
tutta Europa. Insinuare che l’Istat ‘sottostimi’ il governo
significa minare la fiducia nei conti pubblici proprio mentre
mercati e Bruxelles ci osservano. E’ il riflesso di chi confonde
i numeri con la propaganda: se i dati non piacciono, si scredita
chi li produce”.
“Meloni se ne faccia una ragione: il termometro non si rompe
perche’ segna la febbre. Il problema – conclude – non e’
l’Istat, ma una politica economica che non fa crescere il Paese
e non tiene sotto controllo la spesa pubblica. Il governo smetta
di cercare capri espiatori e si assuma le proprie
responsabilita’”.


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