“Mentre il governo e la maggioranza
rincorrono affannosamente Vannacci a colpi di propaganda sulla
vicenda di Ceuta, senza alcun timore di coprirsi di ridicolo
davanti ai nostri partner europei, gli italiani sono stati
lasciati soli con i loro problemi. E’ una gara a chi la spara
piu’ grossa che non porta un solo euro nelle tasche delle
famiglie e che intanto logora la credibilita’ internazionale
dell’Italia. Nel frattempo i numeri parlano da soli. Oggi il
gasolio ha raggiunto i 2,097 euro al litro sulla rete stradale e
i 2,174 in autostrada, mentre la benzina e’ a 1,999 euro sulla
rete ordinaria e a 2,084 in autostrada: la soglia dei due euro
e’ ampiamente superata in autostrada e in molte regioni.
Significa oltre 20 euro in piu’ per ogni pieno da 50 litri di
gasolio rispetto ad un anno fa. E la risposta del governo qual
e’? Uno sconto sull’accisa applicato solo al gasolio, che in
appena una settimana si e’ gia’ dimezzato: 8,8 centesimi di calo
effettivo a fronte di 17 centesimi di taglio annunciato, e che
per giunta scade il 6 agosto. Un pannicello caldo, non una
politica energetica. Domani si riunira’ il Consiglio dei
ministri per prorogarlo, ma le speranze di un intervento piu’
incisivo sono a zero. Il caro-carburanti e’ solo il segnale piu’
visibile di un problema piu’ profondo: l’inflazione rialza la
testa proprio sui beni essenziali e i salari non riescono a
tenere il passo”. A dirlo e’ Antonio Misiani, responsabile
Economia e Finanze della Segreteria Pd. “Il potere d’acquisto
degli stipendi torna a erodersi, e lo certifica l’Istat. La
verita’ e’ che la destra ha un solo obiettivo: coprire con la
grancassa mediatica su immigrazione e sicurezza il fallimento
totale della sua politica economica. Un governo prigioniero
della propria demagogia, che ha smesso di occuparsi della vita
quotidiana degli italiani”, conclude il senatore Dem.