“Dopo quattro anni passati a tirare a
campare, il governo Meloni continua a rincorrere la crisi
energetica con toppe e pannicelli caldi venduti come grandi
risultati. Ogni aiuto per le famiglie e’ benvenuto. Ma tutte le
misure messe in atto, da ultimo, con il tetto al costo dei
carburanti deciso da Eni, sono temporanee e di impatto limitato.
Parecchi aspetti rimangono da chiarire: a quanto ammonta il
vantaggio reale per i cittadini e per quanto tempo? Se il prezzo
del petrolio tornera’ a diminuire, che garanzie ci sono che i
prezzi alla pompa scenderanno con la stessa velocita’ con cui
sono saliti?”. A dirlo e’ il senatore Pd Antonio Misiani,
responsabile Economia e finanze della Segreteria dem. “Il
problema – riprende – e’ che il governo continua a non vedere la
natura strutturale della crisi: il potere d’acquisto dei salari
era inferiore a quello di cinque anni fa gia’ prima della crisi
di Hormuz, l’energia e’ da anni la piu’ cara d’Europa perche’
l’Italia e’ rimasta il Paese piu’ dipendente da gas e petrolio,
i servizi pubblici in questi anni sono stati costantemente
sacrificati in nome dell’austerita’ e dei favori fiscali
concessi ai soliti noti. E’ questo il motivo di fondo per cui
non basteranno le misure tampone di Giorgia Meloni. Serve un
cambio radicale di strategia energetica, economica e sociale. Ma
questo governo non e’ minimamente in grado di realizzarlo”.


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