“Il Documento programmatico di bilancio conferma ciò che temevamo: una legge di bilancio senza visione, priva di un progetto per il Paese. Una volta esclusa la clausola di salvaguardia, resta pochissimo. Non c’è nulla per far ripartire un’economia che ristagna, nessuna strategia industriale, nessun piano per gli investimenti. Non c’è nulla di serio per ridurre le disuguaglianze e contrastare l’esclusione sociale, mentre i redditi reali di lavoratori e pensionati continuano a erodersi. Per le famiglie e le imprese si prevedono pochi interventi, frammentati e di impatto limitatissimo, incapaci di incidere sul costo della vita e sulla competitività. In compenso crescono, e molto, le risorse per le spese militari, mentre sanità, scuola, politiche industriali e sociali restano al palo. In una fase così difficile per il Paese, con salari fermi, produzione industriale in affanno e un contesto europeo e internazionale incerto, servirebbe coraggio e una direzione chiara. Il governo offre invece una manovra di piccolo cabotaggio, che rinuncia a qualsiasi ambizione”. Così, in una nota, Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale e SENATORE del Pd.
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