“Discutere della riforma dei fondi sanitari senza affrontare il definanziamento del Servizio sanitario nazionale significa mettere in discussione il principio universalistico su cui si fonda il diritto alla salute. La priorità deve essere aumentare le risorse per il SSN. I fondi sanitari possono avere un ruolo integrativo e non sostitutivo della sanità pubblica. Affidare ai fondi la risposta alle carenze del sistema pubblico rischia di rendere l’accesso alle cure sempre più dipendente dal reddito e dalla condizione lavorativa, ampliando le disuguaglianze. La nostra proposta di risoluzione unitaria ribadisce che la risposta ai bisogni di salute dei cittadini passa innanzitutto dal rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, dalla tutela della sua universalità e da una regolazione dei fondi che ne confermi il carattere integrativo”. Lo dichiarano Sandra Zampa (Pd), Mariolina Castellone (M5s), Annamaria Furlan (Iv), Tino Magni (Avs), Ylenia Zambito (Pd), Susanna Camusso (Pd), Barbara Guidolin (M5s), Orfeo Mazzella (M5s), Elisa Pirro (M5s), componenti della decima commissione, firmatari della proposta di risoluzione alternativa sulla riforma della sanità integrativa.
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