«Prove documentali alla mano, nell’audizione della Dott.ssa Forte è emerso che tutte le teorie fantasiose raccontate e sposate dai parlamentari di Fratelli d’Italia in Commissione d’inchiesta Covid sono state completamente smontate. È stato dimostrato che non è vero che le mascherine sono state acquistate solo dai consorzi cinesi, infatti solo il 7,6% del totale delle mascherine acquistate proveniva dal consorzio. Non è vero che le mascherine erano inadeguate, anzi tra quelle sequestrate 20 su 25 lotti erano risultati conformi ai test eseguiti dall’Agenzia delle dogane. E non è vero che erano state pagate il triplo o addirittura il quadruplo, così come confermato da Eurostat e dalla Guardia di Finanza. Quelle stesse teorie erano già state respinte in ogni sede giudiziaria, con archiviazioni e proscioglimenti che avrebbero dovuto chiudere definitivamente la questione. E invece sono state riesumate per mesi da FdI, che pure ha sempre dichiarato di voler arrivare alla verità». Lo affermano in una nota i parlamentari Pd della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del Covid-19 Francesco Boccia, Ylenia Zambito, Gian Antonio Girelli, Simona Bonafè e Paolo Ciani.
«Ora che la verità ce l’hanno davanti, cosa intendono fare? Continuare a inseguire narrazioni complottiste già smentite ovunque? Oppure assumersi finalmente la responsabilità che compete a un partito di governo? Ci permettiamo un consiglio: smettano di rifare i processi in Commissione. Non è questo il compito del Parlamento, né è utile al Paese. Se davvero vogliono contribuire a migliorare la capacità dell’Italia di affrontare future emergenze – sottolineano i parlamentari dem – facciamo ciò che serve davvero: ascoltiamo i sindaci, le Regioni, gli operatori sanitari, chi ha vissuto la pandemia in prima linea. È da lì – concludono – che dobbiamo partire per non farci trovare impreparati la prossima volta».