“L’insieme dei difetti di questo testo descrive come non va fatta una legge elettorale, che è il frutto di un’operazione politica. E sapete qual è l’operazione politica? L’osservazione dei sondaggi. Il punto di partenza è che oggi la distribuzione territoriale dei voti in Italia è tale per cui, anche a parità di voti, il centrosinistra con il Rosatellum prevarrebbe perché vincerebbe più collegi uninominali. Dunque, cosa fa il centrodestra? Abolisce i collegi uninominali. Si parte dalla volontà aperta di sfavorire avversario. Il centrosinistra deve ancora chiarire chi sarà il candidato presidente del Consiglio? Bene, in spregio all’articolo 92 della Costituzione si stabilisce che chi viola l’obbligo di indicare sulla scheda il candidato presidente incorre addirittura nell’inammissibilità delle liste. Cosa serve a colpire l’avversario? Si fa, anche se lede la Costituzione. Perché si è modificato il collegio di Bolzano? Perché lo aveva vinto il centrosinistra e invece si vuole che nel 2027 lo vinca il centrodestra, quindi si sono presi 6 comuni e li si sono trasferiti nel collegio di Bressanone e Merano. Stessa cosa con i collegi esteri: come rubare 4 parlamentari al centrosinistra per portarli al centrodestra? Riducendo le ripartizioni estere. E si può proseguire con la norma anticespugli, un calcio negli stinchi del centrosinistra, che ha 3 partiti sotto il 4%, mentre il centrodestra ne ha solo 1. La vera porcheria è poi la scheda elettorale, un vero ginepraio per cui l’elettore non potrà vedere l’effetto reale del suo voto. Penserà di sapere per chi sta votando, ma non sarà così, per le preferenze e per il listino del premio. E infine il teatrino delle preferenze, sui cui ci sarà la prova della verità. Il centrodestra voterà come ha fatto alla Camera in favore del nostro emendamento che prevede preferenze libere o si calerà le braghe?”. Lo ha detto in Aula il senatore Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali.


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