“Giorgia Meloni crede così poco nell’integrazione europea che finisce per sbandare ogni volta che parla delle sue origini. Tempo fa oltraggiò la memoria di Altiero Spinelli. Ieri ha incluso avventatamente De Gaulle fra i padri fondatori. Scivoloni sintomatici. Tra gli artefici delle prime istituzioni europee, dalla Ceca alla Cee fino all’Euratom, la storiografia annovera Spinelli, De Gasperi, Monnet, Schuman, Adenauer, Spaak, Beyen. Personalità che sostennero la necessità di forti sedi decisionali sovranazionali per promuovere la pace e il progresso nel continente. I padri fondatori erano paladini di uno sviluppo in senso federale dell’integrazione europea. De Gaulle, antifascista ma anche nazionalista ardente, avversò le loro idee, propugnando una cooperazione europea al ribasso, essenzialmente intergovernamentalista. Intransigente, per esempio, fu l’avversione dei gollisti alla creazione della Ced e di una difesa comune europea, progetto assai caro a De Gasperi. Alcuni anni dopo De Gaulle non esitò a scatenare la cosiddetta “crisi della sedia vuota” allo scopo di mantenere il diritto di veto dei singoli Stati e impedire il passaggio dall’unanimità al voto a maggioranza qualificata per le decisioni cruciali degli organismi europei. Al centro di queste due vicende-spartiacque stavano grandi questioni ancora attuali. La citazione storica di Giorgia Meloni è stata allo stesso tempo errata e, ahinoi, chiarificatrice della sua posizione di base: indebolire l’integrazione europea anziché rafforzarla”. Lo dichiara il senatore del PD Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali.


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