Dario Parrini, con il suo sub emendamento il centrodestra ha rischiato davvero di finire sotto scacco?
«Con l`iniziativa unitaria Meloni ha gettato la maschera. Non vuole dare agli elettori il potere di scegliere i propri parlamentari. Sennò FdI avrebbe votato le nostre preferenze vere, non le sue finte».
FdI dice che miravate solo a spaccare la maggioranza perché alla Camera le avevate bocciate.
«Bugia. Solo il centrodestra ha cambiato idea. Lì votò per le preferenze pure, al Senato no».
Ma l`emendamento Vannacci, analogo, non l`avete bocciato?
«Perché era di Vannacci: una pregiudiziale ideologica. Ma avevamo annunciato il sì ad altri analoghi del centrosinistra. Poi non messi al voto. Nessuna incoerenza».
Nel Rosatellum però le preferenze non ci sono. Non è già qualcosa?
«Ci sono i collegi uninominali. Le preferenze finte sono peggio»
Con un sì alle preferenze pure avreste approvato questa legge?
«No. Era solo uno dei tanti difetti che ha: premio di maggioranza abnorme, indicazione del candidato premier in contrasto con le prerogative del capo dello Stato e l`uso di un listone nazionale per dare il premio al Senato».


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