“Se il settore agroalimentare italiano vuole mantenere il positivo trend di crescita che ha fin qui tenuto rispetto a tutti gli altri e settori e intende competere sempre più con i mercati internazionali, deve puntare su distintività, tecnologia e tracciabilità. Occorre dunque sfatare il mito che negli anni ha visto una contrapposizione tra tradizione e naturalità dei cibi e innovazione e tecnologie”. Lo dichiara Leana Pignedoli, vicepresidente della commissione Agricoltura a Palazzo Madama intervenendo a Milano al convegno organizzato da Seeds&Chips dedicato all’innovazione digitale nella filiera agroalimentare ed enogastronomica.
“La tracciabilità richiede una etichettatura chiara e completa dei prodotti e l’Italia sta trainando l’Europa in questa impostazione. Ma il percorso inizia sin dal momento della coltivazione dei prodotti e prosegue fino a quando non arrivano alla tavola. In commissione Industria al Senato – spiega – è iniziato l’iter del ddl che introduce proprio un sistema di tracciabilità dei prodotti che prevede forme incentivanti per le imprese che utilizzano l’uso di codici non replicabili. Il consumatore sarà nelle condizioni di conoscere l’effettiva origine e ricevere completa informazione sui prodotti dalle materie prime ai processi di trasformazione. Tutto questo non può non legarsi con il tema dell’innovazione dell’agricoltura di precisione, una rivoluzione per gli imprenditori di nuova generazione. Il Mipaaf – conclude Pignedoli – è infatti al lavoro per delineare le basi e gli indirizzi per un piano nazionale dell’agricoltura di precisione che permetta di utilizzare in modo oculato gli elementi primari, terra, acqua, (quando serve e quanta ne serve) e utilizzare in modo mirato gli agrofarmaci in tutti settori dalle coltivazioni alla zootecnia”.


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