«Trent’anni fa, il 16 ottobre 1996, a Niscemi, la mafia assassinava Salvatore Frazzetto e suo figlio Giacomo, di appena 23 anni, all’interno del negozio di famiglia. Una storia terribile di violenza mafiosa, di estorsioni e intimidazioni, che pochi mesi dopo avrebbe portato anche alla tragica morte di Agata Azzolina, moglie di Salvatore e madre di Giacomo, sopravvissuta al duplice omicidio e testimone coraggiosa di quanto accaduto. Una famiglia distrutta dalla ferocia mafiosa, una ferita che a trent’anni di distanza non può e non deve essere dimenticata». Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e contrasto alle mafie del Partito Democratico.
«Oggi ricordiamo Salvatore, Giacomo e Agata, ma rivolgiamo anche un pensiero affettuoso a Chiara Frazzetto, che in pochi mesi perse il padre, il fratello e la madre e che ha continuato a custodirne e tramandarne la memoria. La loro storia ci ricorda che la violenza mafiosa non colpisce soltanto le sue vittime dirette, ma travolge intere famiglie e comunità. E ci richiama alla responsabilità delle istituzioni: chi trova il coraggio di opporsi al racket e di denunciare non deve mai essere lasciato solo, né prima né dopo la denuncia. La memoria delle vittime innocenti delle mafie deve tradursi ogni giorno in un impegno concreto per la legalità, per la protezione di chi denuncia e per il sostegno ai familiari delle vittime», conclude Rando.