«L’aumento della criminalità giovanile che emerge dall’indagine del Sole 24 Ore rappresenta un segnale di allarme che la politica non può ignorare. Di fronte alla crescita dei minori denunciati e arrestati, non possiamo continuare a inseguire gli impulsi punitivi che hanno caratterizzato i decreti sicurezza del Governo Meloni e che sono risultati inefficaci. La repressione da sola non basta e non può sostituire una seria politica di prevenzione. Bisogna cambiare approccio: serve un vero Piano Marshall per i giovani, fondato su investimenti strutturali nella scuola, nella cultura, nella formazione e nel contrasto alle disuguaglianze sociali». Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Enza Rando, responsabile Legalità del PD e componente della Commissione parlamentare Antimafia.

«La sicurezza si costruisce prima di tutto offrendo opportunità e prospettive di futuro, soprattutto nei territori più fragili, dove povertà educativa, marginalità e assenza di servizi rischiano di lasciare intere generazioni senza punti di riferimento. Occorre rafforzare le scuole, sostenere le famiglie, investire negli spazi di aggregazione, nello sport, nella cultura e nei servizi educativi territoriali. Esattamente il contrario di quanto fatto dal Governo, che anche con l’ultimo decreto ha tagliato i fondi per educazione all’affettività. La responsabilità di chi commette un reato va affermata e punita, ma uno Stato che sa soltanto punire e non sa prevenire, investendo sulla rieducazione, rinuncia a una parte fondamentale del proprio compito. È tempo di cambiare approccio: meno propaganda securitaria e più politiche capaci di restituire fiducia, diritti e futuro alle nuove generazioni», conclude Rando.


Ne Parlano