“Ai camionisti che protestano per il caro carburante il governo risponde con il sospetto di mafia, ai ragazzi che esprimono un disagio sociale con il carcere. In entrambi i casi si evita di affrontare le cause e si sceglie la strada più facile e più dura.” Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità, Trasparenza e Contrasto delle mafie del Partito democratico.
“Il ministro della Giustizia Nordio ha parlato di una “forte probabilità” di strumentalizzazione e infiltrazioni criminali nella protesta degli autotrasportatori. Più netto il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, che in un’intervista ha affermato che il rischio di infiltrazioni criminali è reale.
“Che le mafie sappiano approfittare di ogni crisi è noto”, prosegue Rando. “Ma un’accusa così grave non si lancia senza fatti circostanziati. Se esistono elementi concreti vengano in Parlamento a riferirlo. Se non esistono, il risultato è gettare un’ombra su un’intera categoria e screditare una protesta legittima.”
Sempre Il ministro Nordio ha parlato di una serie di arresti massicci di minori mai vista prima e della necessità di ampliare gli istituti penitenziari minorili e trovare accordi in modo che dei settori delle carceri destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori.
Chi commette reati violenti deve risponderne, e la violenza non ha giustificazioni”, afferma la senatrice. “Ma il carcere per un minorenne deve essere l’ultima risposta, non la prima. Servono scuola, prevenzione, servizi sociali, misure alternative e risorse vere per le comunità educative. Davanti a un disagio giovanile che cresce, il governo invece di ascoltare e offrire una risposta di speranza, rispondere con più sbarre e meno futuro. ”