“Esprimiamo la nostra vicinanza e piena solidarietà al professor Mauro Tulli, da noi invitato in qualità di esperto in audizione presso la Commissione Istruzione, cultura e ricerca scientifica del Senato in sede di esame del disegno di legge governativo di riforma del Consiglio universitario (A.S.1890). In seguito a questa sua iniziativa, il professore – come emerso oggi pubblicamente- sarebbe stato oggetto di una vera e propria aggressione nel corso dell’ultima seduta del Cun, solo per aver espresso il suo parere critico, peraltro a titolo personale, sul provvedimento di riordino dell’organismo messo in campo dalla ministra Bernini. Riteniamo quanto accaduto preoccupante e grave. Una vera aggressione nei confronti della libertà di espressione di un componente del Cun da parte di altri membri dello stesso organismo, peraltro ormai scaduto il 30 giugno dopo 3 proroghe, è da ritenersi un fatto gravissimo. Anche perché, sempre nel corso del ciclo di audizioni che la Commissione sta svolgendo, la Presidenza del Cun ha espresso invece parere favorevole al progetto di riordino del Cun del governo Meloni. Questo episodio è purtroppo la conferma del clima che si respira negli ambienti universitari e della ricerca a causa delle continue pressioni che vengono dalla destra. Il riordino del Cun è solo l’ultimo tra gli interventi della ministra Bernini che noi riteniamo sbagliati. Ma, al di là del merito, quel che preoccupa è anche il metodo, ovvero l’impossibilità di esprimere il proprio dissenso in un organismo che dovrebbe invece essere il luogo principe del confronto tra idee ai vertici dell’accademia e della ricerca”. Lo dicono i senatori del Pd della Commissione Istruzione Cecilia D’Elia, capogruppo dem, Andrea Crisanti, segretario, Enza Rando e Francesco Verducci.
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