“Ci troviamo di fronte a un blitz istituzionale gravissimo che calpesta l’autonomia dei territori e minaccia di paralizzare i servizi essenziali, a partire dal trasporto pubblico locale”. È quanto dichiarano in una nota la senatrice Cristina Tajani, capogruppo Pd in commissione Finanze e il senatore Daniele Manca, capogruppo PD in Commissione Bilancio in riferimento al decreto legislativo sulle disposizioni in materia di tributi regionali e locali e federalismo fiscale (Atto Governo 276).
“Dopo quasi tre anni di ritardi, inerzie e impegni disattesi da parte del Governo – spiegano i senatori dem – ci troviamo oggi chiamati a esprimerci su un testo trasmesso alle Camere in assenza dell’intesa in Conferenza Unificata e con il parere contrario di ANCI e UPI. Tra le criticità più severe, spicca il meccanismo di smantellamento del Fondo Nazionale per il Trasporto Pubblico Locale. Il Governo cancella il vincolo di destinazione del Fondo TPL sostituendolo con una finta ‘compartecipazione IRPEF’. Nei fatti, si tratta di un trasferimento statale mascherato e bloccato. In un momento in cui le aziende di trasporto stimano un ammanco strutturale di circa 800 milioni di euro rispetto ai fabbisogni reali, il provvedimento non prevede alcun adeguamento automatico all’inflazione, ai rincari energetici o ai rinnovi contrattuali. La conseguente perdita di un finanziamento certo e pluriennale impatterà direttamente sui Comuni e sulle Città Metropolitane – proseguono i senatori – Senza risorse garantite per coprire i servizi di mobilità, i Comuni saranno messi di fronte a un bivio drammatico: tagliare le corse dei bus e i servizi ai cittadini o aumentare le tariffe dei biglietti. Il tutto senza che il TPL sia stato prima riconosciuto come Livello Essenziale delle Prestazioni (LEP), creando disparità territoriali insanabili nell’esercizio del diritto alla mobilità. Questo provvedimento non è federalismo, ma l’esatto contrario: è una centralizzazione della finanza locale verso il ministero dell’Economia. Per queste ragioni, a tutela dei bilanci comunali, dei diritti costituzionali dei cittadini e dei principi sanciti dall’articolo 119 della Costituzione, il Pd è contrario e chiede che si ritorni a lavorare con le autonomie locali sugli opportuni correttivi”


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