“Il ministro Musumeci nell’Aula del Senato ha pronunciato parole inappropriate perdendo un’occasione per mostrare senso di responsabilità, quando ha detto che i cittadini dei Campi Flegrei rischiano di essere pericolosi per loro stessi perché non hanno un’adeguata percezione del rischio. Chiedo: se anche fosse, e io non lo credo, non dovrebbero essere le istituzioni nazionali e locali, lo Stato, il governo a farsi carico di questa errata percezione? Credo proprio di sì. Questo governo pensa che i cittadini dei Campi Flegrei abbiano o no il diritto di rimanere a vivere nelle loro case, costruendo le condizioni perché possano convivere con il badisismo? Questa è la domanda cruciale, perché la scienza ci dice che con gli interventi appropriati si può”. Lo ha detto in Aula la senatrice napoletana del Pd Valeria Valente, intervenendo nel corso dell’informativa al Senato del ministro Musumeci sui Campi Flegrei .
“Non ci è ancora dato sapere cosa contiene il prossimo decreto del governo sui C ampi Flegrei – ha continuato Valente – Ma dopo 4 interventi dell’Esecutivo alcune osservazioni sono doverose. Innanzitutto Musumeci ci ha detto che sarà rafforzato il personale a disposizione del commissario. In realtà i sindaci chiedevano la proroga per il personale tecnico specializzato di cui loro hanno bisogno per dare risposte ai cittadini. Chiediamo quindi all’Esecutivo di interloquire con gli amministratori locali che conoscono molto meglio le esigenze del territorio. L’altra questione dirimente riguarda i centri di accoglienza, che anche in quest’ultima emergenza del 31 luglio si sarebbero rivelati utili e che però ancora non esistono, pur essendo previsti. Il governo deve dare tempi certi per la loro realizzazione. E’ stato ribadito che verrà confermato il contributo per l’autonoma sistemazione e questo va bene, ma siamo alle prese con l’emergenza, i cittadini sono senz’acqua, dico solo questo. Servono risposte immediate. E poi è necessaria una visione di prospettiva e vanno messi in sicurezza gli edifici pubblici perché a settembre le scuole devono poter riaprire, altrimenti è necessario trovare rapidamente alternative. I contributi statali per le riparazioni salgono dal 50 al 70%, ma il 30 per cento resta a carico dei cittadini e le procedure sono ancora troppo farraginose. Non so dunque – ha concluso Valente – se quest’ultima occasione sia stata utilizzata dal governo al meglio, credo che ci sia ancora molto da fare”.