“La manovra 2027 registra una grande assenza: quella delle donne che nel nostro Paese vivono e lavorano, soprattutto le ragazze. A dispetto della narrazione della Premier Meloni e a conferma del fallimento delle politiche del governo della destra, la nuova legge di bilancio manca di una visione strategica su uno dei fattori di potenziale maggiore sviluppo, ovvero il fattore D: le donne, le loro competenze, i loro saperi, in gran parte ancora esclusi dal mondo del lavoro. Per le donne, specie per le giovani donne, ci sono solo briciole, e vengono considerate solo se sono madri. Pure i fondi per il contrasto alla violenza contro le donne sono di soli 2 milioni all’anno, da destinare al reddito di libertà”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente.
“Le uniche misure in favore delle donne – spiega Valente – riguardano le madri. Parliamo in primis degli incentivi alle imprese per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici madri, che vale di più di quello per l’assunzione degli under 36; del bonus mamme, di 100 euro al mese a richiesta, per le lavoratrici dipendenti e autonome, ma solo con reddito fino a 40 mila e con due o tre figli; il bonus baby sitter per i lavoratori autonomi fino a 500 euro al mese, ma solo per tre mesi; il congedo parentale retribuito all’80% che sale di un mese per il primo figlio, di 2 per il secondo e di tre per il terzo. A questo si aggiunge il Fondo ‘Valore nuovi nati’, una sorta di assegno contributivo di 100 euro l’anno, tutto a carico dei nuovi governi: una misura di pura propaganda in un mondo del lavoro che verrà stravolto dall’Ia. Le donne insomma hanno valore per il governo Meloni solo se sono madri, preferibilmente di 2 o più figli. Un figlio, infatti non basta neanche per ottenere il bonus. E’ la campagna contro la denatalità della Premier, che non ha capito che fa figli chi ha lavoro ben retribuito, accesso alla casa, diritti, aiuti, nidi. I fondi per i nidi invece vengono tagliati ancora: a causa di un meccanismo perequativo e a causa della denatalità, fotografando di fatto lo status quo, a danno soprattutto di Campania, Calabria, Sicilia. Insomma, nella manovra non c’è alcuna reale inversione di tendenza con un investimento massiccio sulle donne, sulle ragazze e sui ragazzi e sulle giovani coppie, a parte qualcosa come la bassa tassazione sugli aumenti reddituali o il rifinanziamento del fondo affitti. Un circolo vizioso – conclude Valente – che questo governo non riesce e non vuole interrompere”.


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