“Con il voto di oggi alla Camera sulla legge elettorale si chiarisce una volta per tutte, come ha detto la segretaria Schlein nella dichiarazione di voto, che Meloni, prima Premier, se ne frega delle altre donne. Passerà alla storia come la prima presidente del Consiglio ad aver cancellato la parità di genere dalla legge elettorale. E hanno un bel parlare le esponenti del centrodestra che si appellano all’autonomia della politica pur di mandare giù l’amaro, vergognoso boccone di oggi. Il nuovo record di Meloni sarà un Parlamento di soli uomini”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente.
“Noi come Pd – ha proseguito Valente – non temiamo la nuova legge elettorale neanche sotto questo aspetto. Ma non accettiamo ipocrisie: sappiamo bene tutte che la norma sulla parità di genere contenuta nel Rosatellum, che oggi è stata abrogata, esisteva in attuazione dell’articolo 51 della Costituzione, perché il Parlamento rappresenti in maniera adeguata entrambi i sessi e non uno solo. E sappiamo bene che le quote non sono la soluzione salvifica, ma servono a cambiare lo status quo fino a che non cambiano i modelli, perché chi ha il potere non lo molla facilmente. Il rischio è che i capilista siano tutti uomini perché saranno loro, per lo più, ad essere eletti. Queste sono le regole della politica che respingono le donne, di sicuro quelle che non accettano di omologarsi ai modelli maschili”.