“Mentre discutiamo di polizia locale, lavoratrici e lavoratori sono in mobilitazione a Roma per chiedere al Parlamento di essere finalmente ascoltati. Dopo quarant’anni dalla legge quadro del 1986, avevamo l’occasione di garantire una riforma organica, capace di riconoscere le responsabilità crescenti di chi ogni giorno assicura sicurezza e presenza dello Stato nelle nostre comunità. Il Governo e la maggioranza hanno invece respinto le nostre proposte, condivise dalla categoria, lasciando irrisolte questioni fondamentali come le tutele previdenziali, assicurative e legali, il riconoscimento del lavoro usurante e la protezione delle vittime del dovere. Servono risorse certe, nuove assunzioni, formazione adeguata, accesso alle banche dati e strumenti operativi all’altezza delle funzioni svolte.
Non è accettabile che la sicurezza venga continuamente evocata come priorità e poi, quando occorre investire su personale e protezioni, si risponda con rinvii e vincoli finanziari. Ecco perché come Pd votiamo contro questo ddl”. Lo ha detto in Aula la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Commissione Affari costituzionali.
“La tutela di chi subisce un’aggressione o un infortunio in servizio – ha proseguito Valente — non può dipendere dalle disponibilità economiche del singolo Comune. Chiediamo inoltre valorizzazione professionale ed economica, percorsi di carriera adeguati e garanzie di autonomia per i comandanti. Le richieste della categoria erano note e sono state portate in Parlamento anche attraverso le nostre proposte emendative: la mancata risposta è una precisa scelta politica. Alle lavoratrici e ai lavoratori garantiamo che continueremo a vigilare sui decreti attuativi e a chiedere conto di risorse, assunzioni e tutele. Chi garantisce la sicurezza delle nostre comunità ha diritto alla sicurezza del proprio lavoro, della propria salute e del proprio futuro”.


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