«Quando parla Liliana Segre giù il cappello. Non usiamo le sue parole furbescamente».
Senatore Walter Verini cosa intende?
«Penso che la senatrice vada ascoltata sempre. Oltreché per il suo vissuto, perché ha sempre invitato al dialogo. Mai all`odio».
Ma la senatrice a vita non dice che la legge, da lei votata al Senato, si può modificare?
«Eh no. Lei non dice questo. Segre dice che la legge così com`è va già bene. E, anzi, apprezza il “buon lavoro svolto in Senato”. Lo dice chiaramente nel suo appello. Perché grazie al grosso impegno profuso da Graziano Delrio al Senato sono stati opportunamente modificati alcuni aspetti che c`erano nella proposta della destra».
Ma c`è chi — come Arturo Scotto (Pd) e Nicola Fratoianni (Avs) — ritiene che non salvaguarda chi critica Israele. Non è così?
«No, non è vero. Perché quel nostro lavoro ha fatto sì che venissero tolti i divieti iniziali, ma soprattutto l`aspetto del rilievo penale, dal testo della destra che, quello sì, impediva la facoltà di critica».
La senatrice però apre a modifiche.
«Lei dice che pur di ottenere un`auspicabile unanimità si potrebbe aprire a “una modifica” che definisce “inessenziale”. Ovvero di ribadire il principio che è contenuto nel documento dell`Ihra cioè che “le critiche a Israele, come a qualsiasi altro Stato, non possono essere considerate antisemite”. Quindi mi stupiscono le dichiarazioni furbesche di chi dice di cambiare radicalmente la legge».
Laura Boldrini chiede di eliminare la definizione Ihra. Perché è contrario?
«Perché questo è stravolgere la legge. Quella dichiarazione Ihra è stata assunta da 40 Paesi dove non si è mai visto un magistrato indagare qualcuno perché ha attaccato il “massacro” di Gaza. E non è ciò che chiede Segre».
Allora qual è l`apertura?
«Ribadire il principio contenuto nell`Ihra in modo più esplicito. Questa legge non mi impedisce, come ho fatto e continuerò a fare, di scendere in piazza e dire che Netanyahu è un “criminale”, Ben Gvir è un “macellaio” e i coloni invasori sono “massacratori”. E ricordiamoci che tra un mese in Israele si vota».
E quindi?
«Uno dei modi per liberarsi di Netanyahu è appoggiare i Democratici che stanno combattendo una difficile battaglia per cacciarlo. Perché andare a vedere Naza va bene, anch`io lo farò, ma Israele è un Paese dove si possono girare quei film: non è l`Iran, non è Hamas».
E dunque?
«Evitiamo parole confuse come quelle (le ennesime) di Francesca Albanese che, quasi quasi, emanavano cattivo odore di negazionismo».
Perché c`è bisogno di questa legge?
«Basta guardare non solo i social, ma anche i giornali per vedere come l`antisemitismo dilaghi. Il rabbino aggredito a Milano, i turisti cacciati dai bar perché hanno la kippah». Gad Lerner obietta che c`è già la legge Mancino. «Lo diceva anche chi si opponeva alla norma contro l`omotransfobia. Comunque c`è un punto fondamentale: la destra i numeri per far passare questa legge li aveva. Grazie al nostro lavoro al Senato la legge ora “non presenta criticità”, come dice Segre. Quindi ascoltiamola, per davvero».