“Al termine dell’audizione in Antimafia del Procuratore di Caltanissetta De Luca, una valutazione a caldo. Credo siano emersi chiaramente alcuni fatti. Primo. Al di là e oltre i giusti provvedimenti della Cassazione, si deve ancora indagare sul filone piste nere e rapporti tra mafie e destra eversiva. Dallo ‘zero tagliato’ dal quale si era partiti, mi pare un risultato significativo. Secondo. Grazie e oltre il decreto di archiviazione del GIP, con una chiarezza che non c’era stata in precedenza (anche per le strumentalizzazioni della destra) è stato confermato come il filone ‘mafia e appalti’ sia stato una ‘concausa’ e non ‘la causa’ che produsse le stragi di Via D’Amelio e Capaci. Lo dicevamo da sempre. Del resto, negli anni dello stragismo, di Velabro, San Giovanni, Via Palestro, Via dei Georgofili, mancato attentato presso l’Olimpico, come si fa a non continuare a scavare sui rapporti tra mafie, eversione nera, settori della massoneria e della politica che potevano muoversi in sintonia per condizionare il corso della vita democratica del Paese? Secondo me, il teorema di questa destra, tesa a riscrivere la storia del Paese di quegli anni, a delegittimare magistrati antimafia, ha subito un colpo”. Così parlando con i giornalisti, Walter Verini, Capogruppo Pd in Antimafia.


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