La Festa Nazionale della Giustizia, promossa dal Partito Democratico nazionale insieme al PD Firenze e al PD Scandicci, si è aperta con il primo dibattito “Abusi di potere, corruzione, P.A.”, a cura del senatore Walter Verini, capogruppo PD in Commissione Antimafia e segretario della Commissione Giustizia al Senato, Al confronto hanno partecipato Enrico Carloni, ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Perugia; Nicoletta Parisi, docente universitaria e già componente Anac; Francesco Merloni, ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Perugia e già presidente Anac; Marcello Basilico, magistrato e componente del Csm. “Il dibattito che ha aperto la Festa nazionale del PD sulla Giustizia non ha tradito le aspettative e ha confermato quanto la lotta alla corruzione sia centrale per il Partito Democratico. Senza una società libera dalla corruzione, che spesso rappresenta l’anticamera delle attività delle organizzazioni criminali e mafiose, non si può crescere, avere uno sviluppo equilibrato e realizzare serie politiche di eguaglianza”, ha detto Walter Verini. “Dal confronto è emersa innanzitutto la necessità di riportare al centro dell’agenda politica il contrasto alla corruzione, senza smantellare quei presìdi di legalità che negli anni hanno contribuito a prevenire questi fenomeni. Questo governo, invece, ha fatto l’opposto: dalla riforma del Codice degli appalti all’innalzamento delle soglie per gli affidamenti diretti, fino alla liberalizzazione del subappalto, con un maggiore rischio di penetrazione mafiosa, e all’abrogazione dell’abuso d’ufficio”. “Dobbiamo cogliere l’occasione del recepimento della direttiva europea per rilanciare questi temi, anche ripristinando alcune delle norme abolite. In questi anni è stato inoltre fortemente ridimensionato il ruolo centrale dell’Anac: dal confronto è emersa la necessità che l’Autorità nazionale anticorruzione torni a svolgere pienamente la sua funzione di presidio della legalità” ha concluso il senatore.


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