Alla luce degli sviluppi sull`inchiesta riguardante l`attentato a Sigfrido Ranucci e l`arresto di Valter Lavitola come presunto mandante, il senatore dem Walter Verini, capogruppo in Commissione Antimafia, distingue nettamente tra gli errori di frequentazione del conduttore e le ingerenze della politica.
Qual è la sua posizione sull`attentato e sulle frequentazioni di Ranucci?
«C`è un fatto acclarato: un attentato ai danni di Ranucci che poteva avere conseguenze drammatiche. Ranucci è la vittima di questo attentato e merita la solidarietà. Ha fatto errori di frequentazione: con un personaggio come Lavitola non bisognerebbe prendere neanche un caffè. Ma l`istruttoria e il comitato etico confermano che questo rapporto non ha creato né prodotto alcuna interferenza nei servizi di Report».
La politica interferisce eccessivamente sul caso?
«Report è un fiore all`occhiello dell`informazione e del servizio pubblico e ha rappresentato e rappresenta un riferimento fondamentale nel giornalismo di inchiesta. Sarebbe inaccettabile che la politica decidesse di cacciare Ranucci per colpire una trasmissione che dà fastidio. Qualsiasi decisione debbono prenderla Ranucci e la sua redazione insieme».
Cosa risponde alle richieste di sospensione della destra?
«Sono da respingere al mittente gli attacchi di Matteo Salvini e di qualche esponente della destra. Si distingue come sempre Salvini, ma anche Maurizio Gasparri e ambienti di Fratelli d`Italia. C`è un`allergia di questa destra a tutto quello che è controllo, contropotere e peso e contrappeso in una democrazia liberale. Cogliere l`occasione di un errore compiuto da Ranucci nelle sue frequentazioni per normalizzare una trasmissione urticante che non guarda in faccia a nessuno è soltanto un pretesto».
C`è chi accusa Report di essere orientata a sinistra?
«Report non è una trasmissione di sinistra: ha trattato vicende scomode anche per il centrosinistra, dalla sanità regionale a casi come quello di Matteo Renzi. Dire che è di sinistra è un pretesto per voler normalizzare una trasmissione che semplicemente non guarda in faccia a nessuno».
Sono intervenuti sulla vicenda anche Ruotolo e l`ex senatore Zanda.
«Il nostro Sandro Ruotolo, responsabile Informazione della segreteria, ha fatto benissimo a denunciare alla Commissione europea il tentativo del vicepresidente del Consiglio Salvini di far cacciare Ranucci, evidenziando la violazione del Media Freedom Act. Quanto alle opinioni di Luigi Zanda, che ha ipotizzato un passo indietro, si tratta di posizioni del tutto legittime e rispettabili di un illustre dirigente che oggi non ha ruoli operativi. La linea dei dirigenti con responsabilità, come Ruotolo e il sottoscritto in Antimafia, è chiara: difendere l`autonomia della redazione».
Cosa cambia nella Rai di oggi?
«Un tempo la lottizzazione garantiva comunque competizione e maestri del giornalismo. Questa destra invece si comporta non come chi governa, ma come chi ha preso il potere per preservarlo dai controlli».


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