“Altro che mascherine farlocche: a non essere attendibili erano le analisi effettuate da un’azienda non accreditata. Qualcuno lo spieghi alla Presidente del Consiglio e ai parlamentari di Fratelli d’Italia”. Lo dichiara la senatrice Ylenia Zambito, capogruppo Pd in commissione d’inchiesta Covid, al termine dell’audizione odierna di un dirigente e di una funzionaria dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
“Dall’audizione – prosegue – è emerso in modo chiaro che le mascherine cinesi, oggetto di un’indagine durata quattro anni, erano conformi, come dimostrato dalle analisi effettuate dalla stessa Agenzia. La dichiarazione di non conformità si basava invece su due perizie disposte dal Tribunale di Gorizia, che avevano applicato il cosiddetto test della paraffina, previsto per dispositivi europei e non richiesto dalla normativa emergenziale per le mascherine cinesi”.
“Non a caso – aggiunge – il Tribunale del Riesame di Gorizia aveva disposto il dissequestro delle mascherine, ritenendo quelle perizie non valide. Eppure, nonostante questo e nonostante le verifiche dell’ADM, si è continuato a sostenere il contrario”.

“È grave – sottolinea Zambito – che da oltre un anno Fratelli d’Italia stia di fatto bloccando i lavori della Commissione nel tentativo di dimostrare una tesi smentita dai fatti: cioè che siano state fornite mascherine non conformi e che Conte, Speranza e Arcuri ne fossero consapevoli. Ora questo argomento propagandistico cade definitivamente. La Presidente del Consiglio – aggiunge – non potrà più ripetere il mantra delle ‘mascherine farlocche’, già utilizzato in Aula alla Camera e al Senato”.

“Restano inoltre da chiarire aspetti rilevanti: perché le analisi furono affidate a un’azienda non accreditata, ritenuta poco attendibile? Come è stato possibile consegnare risultati in un solo giorno? E perché, nonostante la decisione del Tribunale e le verifiche dell’ADM, quelle analisi sono state ritenute attendibili? Inaccettabili, infine, i toni intimidatori utilizzati nei confronti dei funzionari auditi, arrivando a evocare persino accuse gravissime come l’epidemia dolosa” conclude Zambito.


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