“Lascia sconcertati quanto ricostruito
oggi da Repubblica sulla vicenda delle mascherine. Lo Stato ha
pagato 100 milioni di euro per chiudere il contenzioso con Jc
Electronics, nonostante l’Avvocatura dello Stato avesse espresso
per ben due volte il proprio parere contrario e presentato
appello avverso alla sentenza di primo grado, richiedendo
altresi’ la sospensiva della stessa. Ancora piu’ grave e’
apprendere che la transazione sia stata conclusa malgrado alla
stessa Avvocatura, mentre era fissata l’udienza per la
sospensiva, sia stato richiesto un secondo parere. Che di nuovo
esprimeva forti perplessita’”. Lo dichiarano i componenti di
opposizione della commissione d’inchiesta Covid Colucci (M5s),
Furlan (Iv), Zambito (Pd), Zaratti (Avs). “Come mai non si e’
voluto attendere il regolare decorso della vicenda giudiziaria,
che, come e’ noto, consta di tre gradi di giudizio? E come mai,
malgrado gli uffici preposti fossero di diverso avviso, si e’
sottoscritta una transazione, peraltro proposta da Jc
Electronics immediatamente dopo la sentenza di primo grado ad
essa favorevole? E come mai la documentazione fatta pervenire ai
componenti della Commissione Covid e classificata come riservata
risulta incompleta? E come mai il ministro della Salute nel
corso del suo intervento in aula sulla questione ha affermato
che la transazione e’ stata effettuata con il parere favorevole
dell’Avvocatura dello Stato?”, proseguono i parlamentari.
“Parliamo di 100 milioni di euro di risorse pubbliche. Una cifra
enorme e una vicenda sulla quale e’ indispensabile fare piena
luce, chiarendo perche’ si sia deciso di rinunciare all’appello
e arrivare a una transazione di queste dimensioni. Non si puo’
poi ignorare il profilo di Dario Bianchi, grande accusatore in
Commissione Covid sulla gestione della pandemia e presenza fissa
alle feste ed eventi di Fratelli d’Italia, nonche’ l’evidenza
che Jc Electronics abbia nel passato regolarmente finanziato
Fratelli d’Italia: un quadro che rende questa storia ancora piu’
opaca e bisognosa di immediati chiarimenti nelle sedi
opportune”, concludono.