“Quando un governo se la rifà con i più vulnerabili, con i bambini, le bambine e gli adolescenti colpevoli di essere migranti, e poveri (questo ci dicono i dati Caritas) deve essere veramente alla canna del gas ma soprattutto non merita rispetto. Dimentica che le persone di minore età, ovunque siano nate e di qualunque estrazione sociale siano, hanno gli stessi diritti. E se c’è un principio di buon senso nell’evitare le classi ghetto, non c’è nessun buon senso e tanto meno giustizia nell’immaginare che i figli dei migranti, magari nati in Italia, debbano essere caricati del peso di spostamenti o di allontanamenti dalla scuola che già frequentano per rispettare il tetto del 30%. Perché Meloni non decide di dare la cittadinanza ai nati in Italia che vanno a scuola? I numeri cambierebbero. Oppure perché non decide che devono essere i figli di italiani di origine italiana a spostarsi dalla scuola che frequentano magari in centro città per far raggiungere quel 30% agognato alle classi non in regola? Perché non sceglie di mettere finalmente più risorse a disposizione della scuola italiana su cui si investe il 4% del pil, al di sotto della media europea? Sono convinta che ci saranno ricorsi che riguarderanno quella che fin da oggi si caratterizza come discriminazione tra persone di minore età. Che vergogna signora presidente del consiglio, che miseria!” Così in una nota la senatrice Sandra Zampa, Capogruppo Pd in Commissione Affari sociali.


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