“Pronti a portare nelle sedi parlamentari il nostro contributo di proposte e idee su come riformare il sistema difesa. Ma sgombriamo il campo da dichiarazioni fuorvianti come quelle sulla leva volontaria, che richiamano un modello passato. Sono convinto si debba investire nella cultura della difesa costruendo una narrazione equilibrata, che eviti allarmismi e allo stesso tempo aumenti la consapevolezza rispetto alle nuove sfide che ci troviamo ad affrontare”. Così Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri e Difesa a Palazzo Madama, intervenuto durante l’audizione del ministro della Difesa Crosetto.
“In questo periodo – ha continuato Alfieri – in ambito difesa si è discusso molto degli investimenti in dispositivi militari, poco di quelli sul personale. Servirebbe una riforma dello strumento dei volontari in ferma iniziale e di quelli in ferma temporanea, oggi una sorta di precariato del settore difesa. Definire paghe e orari adeguati, prevedere la tredicesima e percorsi di crescita professionale più definiti. E insieme investire maggiormente nella riserva selezionata per reclutare le professionalità necessarie a confrontarsi con le nuove emergenze, a partire dalle minacce ibride e dagli attacchi cyber. Riserva che possa accompagnare l’istituzione di una vera e propria forza cyber. In questo senso, se si punta ad avere più di 1.500 effettivi nella prima fase, è necessario creare fin da subito le condizioni affinché il nostro sistema di istruzione possa formare i profili richiesti e prevedere i necessari incentivi monetari per competere con il settore privato. Più in generale, questa finestra di opportunità deve essere anche utilizzata per risolvere criticità che ci portiamo dietro da tempo, a partire da quelle legate alla previdenza dedicata e complementare e ai trattamenti di fine servizio”.


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