Senatore Alessandro Alfieri, il Pd non è più un partito per riformisti? Temete altri addii?
No, il Pd è nato come soggetto politico plurale, e con cultura di governo. Se vengono meno queste caratteristiche, non c’è più il Pd. Ma in questi anni abbiamo lavorato, oggi c`è un Pd plurale e mi batterò sempre perché resti così. Io stesso stando in segreteria, a volte esprimo posizioni differenti ed è giusto che trovino piena legittimità. Dopodiché fare sintesi è onore e onere della segretaria e dei vertici.
Il disagio c`è?
Quando una persona se ne va, non è mai una buona notizia soprattutto non condivido chi dice, sui social e sui giornali, “meglio cosi, facciamo chiarezza”. La risposta migliore è lavorare ogni giorno perché il Pd resti un partito in cui in tante e tanti possano riconoscersi e sentirsi a casa.
L`area Schlein si augura un Pd più compatto?
L`unità la si rafforza riconoscendo e dando legittimità alle diverse sensibilità. Pensare di tornare all`antico è un grande sbaglio. Ds e Margherita erano due debolezze, per questo le abbiamo superate per una comunità più larga, unita da principi e valori. Quell`intuizione resta, certo va aggiornata alle sfide odierne.
La Casa riformista di Matteo Renzi sarà una sirena peri riformisti?
Extra ecclesiam nulla sales. Ma il tema vero è che per costruire un`alleanza equilibrata serve un Pd forte. Non è che non veda l`esigenza che a fianco a noi si aggreghino altre esperienze. Ma non è utile che siano una costola del Pd che si stacca. Non aggiungerebbe niente: abbiamo bisogato di andare a prendere i voti dei delusi dalla destra, coloro che non si sentono più rappresentati, non di una scissione del Pd. Abbiamo fatto un grande lavoro per costruire la coalizione, sta a noi guidarla. Quanto è più forte il Pd e la sua segretaria, tanto è maggiore la possibilità di costruire un`alternativa credibile alla destra. Spero che chi pensa a scelte diverse torni sui suoi passi e dia una mano.
La cosa centrista non decolla.
C`è un tema di leadership. Serve una figura che riesca a rappresentare un progetto, e non si improvvisa. Ci vuole generosità da parte di chi ha guidato finora, per la nascita di una nuova leadership. Che ora non vedo.
Cè un tema di leadership e dì generosità anche nell`alleanza?
Dobbiamo mandare ara sa il governo Meloni e per farlo serve dare risposte credibili agli italiani. Sullo sfondo la sfida istituzionale più delicata: l`elezione del presidente della Repubblica. Il bene del Paese deve essere la stella polare di tutti i leader. Chi guida il Pd lo sa benissimo.
E Silvia Salis, e altri potenziali federatori?
Le ambizioni personali ci sono, per tutti, ma prima – ripeto viene il bene del paese. Ripenso a come mi sono appassionato alla politica: stavo finendo l`università e nacquero i comitati dell`Ulivo. Molti di noi trovarono luoghi accoglienti e aperti in cui ognuno poteva dire la sua a prescindere dalla propria appartenenza a un partito. Abbiamo bisogno di qualcosa simile, aggiornato, per dare cittadinanza alla domanda di partecipazione emersa dal referendum e a tutti quelli che non si rassegnano a questa destra.
Donald Trump minaccia di ritirare i soldati Usa anche dall`Italia. Cosa farebbe lei se fosse al governo?
Rafforzerei il gruppo di testa dei paesi europei. Quello che Giorgia Meloni non ha fatto finora Dovremmo costruire non solo le condizioni perché l`Europa a 27 realizzi il massimo dell`integrazione possibile, sfruttando tutti gli strumenti. Ma soprattutto investire su un nucleo dì politica estera e di difesa comune con chi ci sta, come si è fatto all`inizio per retro. L`ambizione e il sogno restano gli Stati Uniti d`Europa.
Il sogno è condiviso nella vostra alleanza, il cammino molto meno.
La maggioranza è più divisa, ma penso a noi. La politica estera è il nodo più delicato, ha meno a che fare con il consenso, ma, con la credibilità per giocare un ruolo internazionale. Su Gaza, sul Board of Peace e sull`intervento Usa in Iran abbiamo costruito posizioni di sintesi. Il nodo resta il sostegno all`Ucraina, che per il Pd è la difesa di principi e valori alla base delle democrazie liberali. Nell`ultimo periodo Conte ha corretto il tiro sull`ucraina, e noi lo conosciamo come un leader pragmatico.
Meloni ha cambiato posizione sull`Europa e su Trump?
Dal referendum ha capito che gli italiani, davanti alla bolletta o alla pompa di benzina, sanno che c`è un responsabile, è Trump. E Meloni è la persona più vicina a Trump in Italia Ora prova a discostarsi, ma ho l`impressione che sia una posizione solo tattica: se fosse convinta, dovrebbe investire sull`autonomia strategica europea, quindi disconoscere tutto quello che ha sempre sostenuto, Arrivare ai tavoli europei senza aver costruito alleanze non funziona Il ministro Giancarlo Giorgetti ha proposto di usare le deroghe nazionali al Patto di stabilità, la risposta è stata no.
L`Italia ha fatto il suo dovere per tutelare gli italiani della Flotilla?
No, dovrebbe coordinarsi con gli altri Paesi europei per sanzionare i ministri estremisti e sospendere l`accordo Ue-Israele.
Sperate che il governo duri perché non siete pronti e un governo tecnico vi farebbe esplodere?
E falso, siamo tutti per tornare a governare dalla porta principale, senza soluzioni pasticciate.