Manca spazio per la pluralità di visioni all’interno del Pd? “Io faccio parte della segreteria, ho perso il congresso, ho sostenuto Stefano Bonaccini e posso dire quello che penso in segreteria con grande tranquillità. Continuo a farlo. Credo nel pluralismo del Pd perché l’unità si raggiunge solo se si discute e se si rispettano i diversi punti di vista, poi ovviamente si deve fare sintesi e l’onere della sintesi sta principalmente in capo alla segretaria”. Lo ha detto Alessandro Alfieri, senatore del Pd, ospite a ‘Start’ su Sky TG24. “Il Partito democratico non deve avere paura dei punti di vista differenti. Detto questo, se c’è una percezione di disagio bisogna farsene carico. So che ci sono delle preoccupazioni e bisogna farsene carico, ma da qui ad andarsene dal Pd ce ne passa. Nella storia del Pd ci sono sensibilità diverse; penso ai tanti sindaci e amministratori locali che continuano a dire: stiamo dentro e diamo una mano. Indebolire il Pd in questo momento è sbagliato”, ha proseguito. “Se ci sono delle spie di disagio si chiamano le persone e si cerca di capire quello che non funziona, con grande serenità. Il referendum ci ha dato molta spinta e sarebbe sbagliato aprire delle discussioni profonde. Dobbiamo stare tutti insieme per costruire l’alternativa alla destra”, ha concluso.


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