Alessandro Alfieri, questa Assemblea nazionale sancirà l`ingresso di Energia popolare in maggioranza.
«Noi in questi anni abbiamo lavorato per la gestione unitaria. Gestione unitaria che, mi preme sottolineare, non è unanimismo. Infatti non sempre siamo stati d`accordo, ma ci siamo confrontati, come è giusto che sia in un partito plurale. Quella di oggi è un`evoluzione, non possiamo rimanere a metà del guado perché abbiamo davanti a noi una sfida enorme, che è quella di mandare a casa la destra, in uno scenario internazionale che sta cambiando con la sfida di Trump all`Europa, ed è perciò il momento di rafforzare il nostro lavoro insieme per costruire l`alternativa».
Quindi l`Assemblea sancirà anche la scissione definitiva di Energia popolare.
«Io ho lavorato molto per tenere insieme la nostra area, perché credo moltissimo in un lavoro di squadra. Ma c`è una diversità di opinioni sulla possibilità di incidere sull`agenda del Pd. Noi siamo convinti che si riesca a incidere maggiormente stando dentro i processi e dentro gli organismi dirigenti, come d`altronde ci chiedono i nostri principali amministratori locali e i presidenti di Regione, quelli, cioè, che sperimentano ogni giorno il riformismo di governo».
I maligni sostengono che con il vostro ingresso nella maggioranza ci sarà un rimpasto negli organigrammi.
«Questo non è all`ordine del giorno. Pensiamo davvero che non sia il momento di dividersi, porteremo il nostro contributo di idee e di proposte, con il nostro profilo autonomo e con la schiena dritta, per rafforzare il Pd».
Può fare un esempio di un vostro contributo al Pd?
«Il nostro impegno, insieme ai sindaci, per far diventare centrale la sicurezza delle nostre comunità nell`agenda politica del Pd. L`iniziativa degli amministratori Pd a Bologna lo dimostra. Se si sta dentro si incide nella costruzione delle proposte. E continueremo così, anche sul versante della politica estera: dal sostegno all`Ucraina agli investimenti per garantire l`autonomia strategica europea, soprattutto in un momento in cui gli Stati Uniti mettono sullo stesso piano aggredito e aggressore».
Quello di oggi sarà un duello a distanza tra Giorgia Meloni ad Atreju ed Elly Schlein all`Auditorium Antonianum?
«È inevitabile che mediaticamente e politicamente sia questa l`immagine».
Alfieri, dica la verità, si è pentito di aver firmato il ddl Delrio per contrastare l`antisemitismo?
«No, perché la piaga dell`antisemitismo va combattuta a viso aperto, come abbiamo condannato con nettezza i crimini efferati compiuti dal governo israeliano. Allo stesso tempo ritengo che, in vista del Giorno della memoria, si debba provare a costruire una proposta unitaria del Partito democratico. Al Senato abbiamo persone di valore che da tempo si spendono su questi temi. Con senso di responsabilità e generosità possiamo fare tutti insieme un passo in avanti».


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