Le chiacchiere stanno a zero», avverte Alessandro Alfieri, senatore e responsabile riforme del Pd. «Dinnanzi all`escalation di Trump, Giorgia Meloni deve tenere la schiena dritta e dimostrare con i fatti che l`Italia sceglie l`Europa».
È ancora troppo timida?
«Io capisco l`imbarazzo: la firma acritica sulla richiesta americana di spendere il 5% del Pil per la difesa e l`arrendevolezza sui dazi ha prima diviso la Ue e ora sta facendo esplodere il nostro governo». Trump è diventato dinamite per gli equilibri dell`esecutivo?
«È sotto gli occhi di tutti. Una parte della destra intende rispettare gli impegni sull`acquisto di armi e quindi chiede la deroga al Patto di stabilità, mentre la Lega ha già ventilato l`ipotesi di svincolarsi. Si sono resi conto che il presidente Usa li può tirare a fondo».
Fa perdere consenso?
«Quando gli italiani vanno a fare benzina maledicono Trump e la guerra in Iran: i più vicini sono sempre stati Meloni e Salvini, è naturale che la caduta di consenso ricada più su di loro. Perciò sono in difficoltà: devono far dimenticare di essere stati succubi della Casa Bianca e d`aver indebolito l`Europa, l`unico scudo in grado proteggerci, innanzitutto dal caro energia».
Infatti Meloni e Salvini vogliono tagliare i fondi per la difesa, ma Crosetto è contro. Come se ne esce?
«Ci mancherebbe che non facciano una battaglia per la flessibilità in Europa per aiutare famiglie e imprese. In ritardo si sono accorti che bisogna costruire alleanze con i partner europei per sostenere la nostra economia. Finora, per paura di indispettire il tycoon, hanno giocato una partita solitaria. E ora ricostruire un clima di fiducia è difficile, ma non c`è altra strada».
Nel frattempo Trump continua ad attaccare la premier e rilancia sui social un`intervista di Salvini: ha deciso di cambiare cavallo?
«Mi pare più un segnale a Meloni per richiamarla all`ordine. Provare a smontare la sua presa di distanza che però al momento è solo tattica».
Ad aver fatto tracimare il vaso è stata la minaccia Usa di ritirare i soldati dall`Italia: è credibile?
«Trump ci ha abituato a sparate che poi non hanno avuto seguito. Il problema non sono tanto gli uomini di stanza in Europa, ma le garanzie di sicurezza in termini di copertura aerea in caso di attacchi missilistici. Questo è il punto più delicato. Che dà il senso della politica trumpiana: il ricatto, fai quello che dico io o ti punisco».
E come si può rimediare?
«In parte lo si sta già facendo: da un po` abbiamo cominciato a investire sulla difesa con programmi europei a partire dal Safe. Di certo non possiamo farci ricattare da Trump: se continua la guerra dei dazi, l`Europa deve rispondere, iniziando col sospendere l`accordo siglato in Scozia. E qui si parrà la nobilitate di Meloni: schiererà l`Italia al fianco degli altri partner europei o resterà con gli Usa? Parleranno i fatti».
Il segretario di Stato Marc Rubio è atteso a Roma: viene per ricucire?
«Deve tenere aperti i canali terremotati dal suo presidente. Per questo spero che la nostra premier tenga la schiena dritta. Oggi è davanti a un bivio: deve decidere se trasformare l`Italia in una provincia dell`impero americano o investire in un`Europa più forte e unita».


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