“Richiamare le piattaforme a «una più incisiva assunzione di responsabilità» come fa la Presidente Giorgia Meloni, non è l’approccio giusto. Al netto di alcune rare eccezioni, gli appelli non bastano più.
Giorgia Meloni dovrebbe ormai aver compreso – dall’insuccesso dei suoi appelli rivolti all’amico Trump – che affidarsi alla benevolenza degli interessi economici americani non tutela né i cittadini italiani né quelli europei.
I tribunali americani e le indagini della Commissione europea hanno appena certificato che il disegno degli algoritmi può generare dipendenza, danni alla salute mentale dei più vulnerabili, influenza nella visibilità dei contenuti e in alcuni casi anche manipolazione selettiva algoritmica nella formazione dell’opinione pubblica. Un governo che si limita ad appellarsi alla responsabilità volontaria non sta tutelando i cittadini, ma sta proteggendo un modello di business delle grandi piattaforme social non più sostenibile”. Così, in una nota, i senatori dem Lorenzo Basso e Antonio Nicita replicano alle dichiarazioni della Presidente Meloni.
“I rischi generabili dal design algoritmico non si eliminano con gli appelli ma con regole cogenti, vero monitoraggio, responsabilità civile e poteri efficaci di enforcement. Il DDL Nicita-Basso (S. 1859/2026), già depositato al Senato, risponde esattamente a questa esigenza: classifica la dipendenza algoritmica, introduce la responsabilità oggettiva, con obblighi di trasparenza sui sistemi di raccomandazione, duty of care, verifica effettiva dell’età e un fondo per l’alfabetizzazione digitale. Per questo sfidiamo Governo e maggioranza a liberarsi dalle minacce di Trump contro la regolazione europea delle piattaforme e a confrontarsi in Senato con la nostra proposta. In gioco c’è la libertà di espressione autentica di tutti e la sua tutela democratica”, concludono i senatori dem.