“Siamo in presenza dell’ennesimo provvedimento privo di una visione strategica per il Paese, un mosaico disomogeneo di norme, che affrontano temi cruciali in modo frammentato e sbilanciato. Il testo confonde l’urgenza con l’improvvisazione, la semplificazione con l’abuso di deroghe, l’efficienza con il disordine amministrativo. Oltre 14 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto ma zero euro per i pendolari che ogni giorno restano bloccati in autostrada. Nulla per la sicurezza delle strade urbane ed extraurbane, per la manutenzione dei viadotti, per la mobilità reale dei cittadini. E’ assente una strategia per il trasporto ferroviario, mentre i pendolari continuano a subire ritardi e disservizi. Nessuna risorsa per i treni che si fermano in continuazione. Inoltre manca un piano per gli aeroporti Italiani così come non esiste una politica per i porti e nessuna attenzione ai lavoratori portuali: il riconoscimento del lavoro usurante resta una promessa, mentre il Fondo amianto e quello per l’anticipo pensionistico sono ancora fermi. Mancano, inoltre, gli interventi per la rete idrica. Spicca l’assenza di finanziamento delle 127 opere valutate come prioritarie. Un’emergenza idrica che colpisce in modo drammatico il Sud e le isole. Province come Potenza, Enna, Caltanissetta, Agrigento e intere comunità sarde soffrono la sete. Eppure, il Governo distribuisce milioni come fossero mancette, ignorando i territori più colpiti. Intanto ha cercato di aumentare i pedaggi autostradali, ma è stato bloccato grazie alla denuncia del Pd e delle altre opposizioni. In questo decreto poi scompare il tema della legalità: il Governo ha tentato di ridurre i controlli antimafia. Ha trasformato la “Stretto di Messina S.p.A.” in una centrale appaltante. Ha cercato di sottrarre opere complesse al controllo ambientale, classificandole come infrastrutture militari, trasferendo la competenza delle procedure ambientali dal Ministero dell’Ambiente alla Difesa. Ha moltiplicato le deroghe, bypassato il Parlamento, ignorato ogni voce critica. Abbiamo provato a richiamare il Governo alle sue responsabilità ma è stato respinto ogni nostro emendamento, anche per questo motivo voteremo convintamente no a questo decreto. Noi non ci rassegniamo a un’Italia che dimentica le sue periferie, abbandona i suoi territori e sacrifica il futuro sull’altare dell’opportunismo politico”. Così il senatore Lorenzo Basso del Partito democratico, Vicepresidente della Commissione ambiente, intervenendo nell’aula di Palazzo Madama in sede di dichiarazione di voto sul Dl Infrastrutture.
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