«Il taglio di oltre 1,4 miliardi destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili è una scelta incomprensibile e gravissima, che colpisce uno degli strumenti più efficaci per combattere la povertà energetica, rafforzare l’autoconsumo e generare benefici sociali, ambientali ed economici nei territori. Il Governo, a pochi giorni dalla scadenza del bando del 30 novembre, ha cancellato quasi due terzi delle risorse del PNRR destinate alle CER, tradendo gli impegni presi con Comuni, imprese, enti religiosi e terzo settore.»
Lo dichiara il senatore Lorenzo Basso (PD), vicepresidente della Commissione Trasporti, Ambiente e Innovazione tecnologica.
«Siamo di fronte a un colpo basso, assestato senza preavviso e senza alcuna trasparenza, che sta generando caos tra migliaia di operatori, amministrazioni locali e cittadini che avevano già avviato progettazioni, investito risorse e costruito comunità energetiche pronte a partire. Molte Regioni avevano finanziato attività preparatorie, molte realtà territoriali – dalle parrocchie alle cooperative sociali – avevano già deliberato la costituzione delle CER. Ora tutto viene rimesso in discussione, perché il Governo ha deciso di tagliare all’ultimo minuto quei fondi che per mesi aveva garantito.»
«Le Comunità Energetiche sono lo strumento più innovativo e democratico della transizione ecologica: mettono insieme cittadini, enti locali, imprese e realtà del terzo settore, permettono di condividere energia pulita, riducono le bollette e generano valore sul territorio. Tagliare le risorse significa colpire la partecipazione dei cittadini, rallentare lo sviluppo delle rinnovabili e tornare a una logica centralistica e arretrata, lontana da ciò che serve al Paese».
Il senatore PD conclude:
«Il Governo chiarisca immediatamente le ragioni di questo taglio, renda pubbliche le istruzioni operative per chi ha già presentato le domande e ripristini le risorse necessarie. Non si può costruire una politica energetica credibile cambiando le carte in tavola a una settimana dalla scadenza dei bandi. Questo modo di procedere compromette la fiducia, mette a rischio migliaia di progetti e rallenta l’unico vero motore della transizione: le comunità, i territori, le persone. La maggioranza torni sui suoi passi. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché le CER non vengano affossate da scelte miope e irresponsabili”.


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