“Siamo di fronte all’ennesimo decreto legge con un nome accattivante per far credere agli italiani che il governo si sta occupando di sicurezza dei cittadini. Ma è facile pronosticare che anche questo decreto non lascerà traccia e che gli italiani non se ne accorgeranno. Non è con l’allargamento dei reati e l’inasprimento delle pene che si risolvono i problemi. E’ l’ennesimo buco nell’acqua. Norme scritte male che la maggioranza non è riuscita neanche a varare in commissione, arrivando in aula con emendamenti per il quale non c’è il tempo di discutere che modificano significativamente il Codice penale e il Codice di procedura penale, senza che Parlamento sia stato messo nelle condizioni di poter discutere”. Lo ha detto in aula il sen. Alfredo Bazoli, vicepresidente del gruppo Pd, intervenendo sul decreto Sicurezza.
“Vengono introdotti elementi di limitazione alla libertà personale e di circolazione come l’allontanamento dalle cosiddette Zone rosse l’arresto differito, la perquisizione sul posto e l’accompagnamento per accertamento fino a 12 ore – ha concluso Bazoli – tutte norme affidate solo alla discrezionalità della polizia, un principio che confligge con i diritti di libertà scolpiti nella Costituzione”.


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