“Delmastro è il sottosegretario alla giustizia, molto legato a Giorgia Meloni, che accusò qualche anno fa alcuni esponenti del partito democratico di essere andati in visita in carcere a “fare l’inchino ai boss mafiosi”. Siccome la realtà a volte si fa beffe delle volgarità e si vendica delle insinuazioni, oggi si scopre che proprio Delmastro era socio in affari della figlia di un uomo accusato di essere il prestanome di uno dei più feroci clan di mafia della capitale. Una figura barbina, ma anche una vicenda inquietante, che stupisce non induca la sua amica Meloni e il ministro Nordio a prendere le distanze. Ma Delmastro è anche il sottosegretario che in un audio pubblicato dal Foglio sosteneva, a proposito della riforma della giustizia, che “o si va in fondo, e si pone il Pm sotto l’esecutivo, oppure gli si toglie il potere di impulso delle indagini”. E ciò getta un luce ulteriormente inquietante sui reali scopi e intendimenti di questa riforma costituzionale”. Così il senatore Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia a Palazzo Madama.
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