Boccia, da governo stesso copione, nega e poi rincorre, italiani pagano
“Da mesi il Pd richiama il governo
alla responsabilità, chiedendo una risposta strutturale a una
crisi che non è più un’emergenza, ma la nuova condizione
dell’economia mondiale. Solo ieri, dopo aver a lungo
sottovalutato la portata dei rincari, dell’instabilità
internazionale e delle conseguenze della nuova guerra
commerciale, Palazzo Chigi lascia filtrare l’ipotesi di nuovi
interventi sul costo dei carburanti. Nel frattempo Codacons ci
dice che gli italiani spenderanno a luglio e agosto 1,9 miliardi
di euro in più riparto all’anno scorso per i rifornimenti di
carburanti”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco
BOCCIA intervenuto al Congresso dei Giovani Democratici pugliesi
in corso di svolgimento a Bari.
“In questo scenario il governo Meloni risponde o negando i
problemi o con mini proroghe, bonus e interventi contingenti
impercettibili. È la dimostrazione che vivono alla giornata e
senza una visione. Non basta rincorrere il prezzo della benzina
con l’ennesimo mini taglio temporaneo delle accise, mentre
famiglie e imprese continuano a pagare bollette tra le più care
d’Europa e il nostro sistema produttivo subisce gli effetti di
una crisi energetica e commerciale che richiederebbe ben altro
coraggio. Sulla benzina da un anno con Elly Schlein chiediamo le
accise mobili strutturali mentre il governo invece preferisce
incassare ancora più imposte sull’aumento dei carburanti”,
prosegue.
“L’Italia avrebbe dovuto guidare l’Europa nella
costruzione di una risposta comune: servono più investimenti
nell’autonomia energetica, nelle rinnovabili, nelle reti, nel
sostegno alle imprese colpite dalla crisi logistica e una
posizione europea forte davanti alle politiche commerciali
aggressive di Trump. Invece il governo è rimasto troppo spesso
immobile, rinunciando al ruolo che spetta a un Paese fondatore
dell’Unione europea”, dice ancora.
“La verità è semplice: la crisi è diventata strutturale, ma
la risposta del governo continua a essere emergenziale. Questo
governo segue sempre lo stesso copione: prima nega, poi
rincorre, infine interviene quando gli italiani hanno già pagato
il prezzo del suo ritardo. L’Italia non ha bisogno dell’ennesimo
decreto tampone. Ha bisogno di una strategia industriale,
energetica ed europea all’altezza delle sfide di questo tempo”,
conclude.
Boccia, anche a destra molti sanno che l’Autonomia è contro il Sud
“Danni irreversibili pure in aree del Nord”
“Molti degli eletti sanno che
l’Autonomia differenziata è fatta contro di noi, contro il Sud,
contro il Mezzogiorno. E però la reazione politica si divide tra
chi prova un senso di vergogna e si nasconde e chi ha la schiena
dritta e si ribella, ma si avvicinano le scadenze elettorali e
quindi magari qualcuno teme di non essere ricandidato”. Lo ha
detto il capogruppo al Senato del Partito democratico Francesco
Boccia, a margine del congresso regionale dei Giovani
democratici in corso nella sede del partito a Bari, rispondendo
alla domanda se, secondo lui, in Puglia il centrodestra sia
compatto sull’Autonomia. “È apparso chiaro a tutti” sin
dall’inizio della legislatura, ha aggiunto Boccia, che sul tema
“c’era uno scambio politico” all’interno della maggioranza. “La
Lega – dice Boccia – chiedeva l’Autonomia in cambio dei pieni
poteri a Giorgia Meloni, che prima sono stati tentativi di
riforma costituzionale, vedi il premierato, progetto poi
abbandonato con la riforma costituzionale sulla giustizia”.
“È evidente che quando gli italiani e le italiane hanno detto
no alla riforma costituzionale con il referendum, la Lega è
passata all’incasso e ha chiesto l’accelerazione”, ha proseguito
il capogruppo dem, riferendosi alle pre-intese di Liguria,
Lombardia, Piemonte e Veneto approvate dal Parlamento. Un
disegno di legge “che ci preoccupa molto”, ha detto Boccia,
contro il quale “è evidente che serve una rivolta culturale che
già nel Mezzogiorno c’è. Ora c’è bisogno di far sentire
responsabili gli eletti al Sud dentro Fratelli d’Italia, Forza
Italia e Lega” perché “stiamo veramente smontando il Paese”.
L’Autonomia, ha aggiunto, provocherà “danni anche al Nord, alle
aree interne e alle aree di montagna del Nord, perché quando
tocchi in quel modo la sanità, quando metti le mani sulla
Protezione Civile regionalizzandola di fatto, quando
indirettamente arrivi sul trasporto pubblico locale,
sull’assistenza agli anziani, è evidente che poi il Paese non è
più quello di prima”.
Boccia, ci opporremo in maniera durissima a questa legge elettorale
“E’ incostituzionale, ci fa fare dei passi indietro”
“Lo dico con grande franchezza:
questa legge elettorale è incostituzionale, è una legge che ci
fa fare dei passi indietro e noi ci opporremo in maniera
durissima”. Lo ha detto il capogruppo del Partito democratico al
Senato, Francesco Boccia, a margine del congresso regionale dei
Giovani democratici a Bari. La legge elettorale, così come
arrivata in Parlamento, “non c’entra nulla con le preferenze –
spiega Boccia – perché se avessero voluto votare le preferenze
avrebbero potuto votare gli emendamenti unitari delle
opposizioni, invece quelli li hanno respinti, hanno spacciato
per preferenze una proposta che aveva i capolista bloccati, che
cancellava, e questo è gravissimo, l’alternanza di genere, cioè
ci riportava indietro di decenni rispetto alla parità uomo-donna
nelle liste e nei candidati capolista”.
Questa situazione, ha proseguito Boccia, restituisce “il
senso dello sbandamento che c’è in questo momento nel
centrodestra, una coalizione divisa, come hanno dimostrato alla
Camera non votando insieme in un passaggio per loro cruciale”,
in riferimento alla bocciatura dell’emendamento per le
preferenze della maggioranza avvenuta a Montecitorio.
“Noi, ed Elly Schlein in prima linea, stiamo cercando di
riportarli ogni giorno sui problemi quotidiani, come benzina e
carburanti, per questo chiediamo loro di approvare la proposta
Schlein sulle accise mobili che evita che Giorgia Meloni incassi
più tasse dagli aumenti della benzina, perché è quello che sta
succedendo in questo momento. E invece stiamo a discutere di
legge elettorale”.
Boccia, ‘Di fronte a povertà e disagio Meloni gira la testa’
“Chiediamoci se abbiamo investito abbastanza in scuola e periferie’
Sul provvedimento approvato ieri dal
Consiglio dei ministri relativo all’articolo 98 del Codice
penale, che introduce una presunzione relativa di capacità di
intendere e di volere fino a prova contraria per chi, al momento
del fatto, abbia compiuto 14 anni e non ancora 18 “bisogna
chiedersi, invece, se abbiamo investito abbastanza nella scuola,
se abbiamo investito nei luoghi del disagio, se siamo
intervenuti nelle periferie”. Sono le parole del capogruppo del
Partito democratico al Senato, Francesco Boccia, a margine del
congresso regionale dei Giovani democratici a Bari. Il problema,
ha spiegato, sono “la povertà e il disagio” di fronte ai quali
la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “gira la testa
dall’altra parte”.
Un tema, quello della giustizia minorile, particolarmente
sentito a Bari in questi giorni, dopo l’aggressione perpetrata
ai danni di una 26enne da una coppia di adulti e da parte anche
di minorenni. “Il problema qui non è se avere o non avere
camionette di polizia, di Carabinieri o dell’esercito” ha detto
Boccia, ma “cosa succede il giorno dopo che hai rafforzato il
presidio”. “Non è che rafforzando il presidio, un ragazzo a cui
hanno insegnato solo a rubare non va più a rubare – ha spiegato
Boccia. – Un minuto dopo devi chiederti se la scuola, se il
lavoro è adeguato, se i luoghi che legano il futuro di un
ragazzo, di un bambino alla società sono dei luoghi adeguati. Ed
è questa la sfida su cui noi non abbiamo risposte dalla destra”.