“Nella folle corsa all’inseguimento di Vannacci il governo di Giorgia Meloni ci sta portando sulla porta dell’inciviltà.
La delinquenza minorile è un problema reale che va affrontato soprattutto con la prevenzione e l’educazione scolastica. Ma l’unica cifra che questo governo conosce è quella della repressione feroce in nome della propaganda, buttando a mare la cultura educativa della giustizia minorile per rincorrere gli slogan dell’estrema destra. Nelle misure del governo non c’è nulla contro la povertà educativa, l’abbandono scolastico, l’esclusione sociale.
Le norme anti-maranza non risolveranno alcun problema. Con l’aggravante di trattare ragazzini che compiono reati come adulti criminali. Sulla sicurezza certo servono risposte anche da sinistra ma non è possibile accettare misure fatte solo per cavalcare l’onda della cronaca. Dietro la norma anti-maranza c’è solo la volontà di modificare la giustizia minorile in senso repressivo. ‘Si tratta di una modifica che incide in modo radicale sul fondamento stesso della giustizia minorile’. Con queste parole la giunta dell’Unione delle Camere penali ha bollato il provvedimento, sottolineando anche il rischio di incostituzionalità e definendolo espressione di una regressione culturale. A questo punto chiediamo al governo di fermarsi: non ci porti nella barbarie”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.