“La maggioranza ha un rapporto pessimo con le regole e un pessimo modo di essere nelle istituzioni: le regole vengono brandite come un’arma se servono contro gli avversari, quando invece riguardano esponenti della maggioranza diventano un intralcio da aggirare. La politica non può decidere quale siano gli elementi utili a un’indagine, spetta alla magistratura stabilire la rilevanza, la legittimità e il valore probatorio di un’intercettazione o di una chat. Nel caso di Delmastro, che non è indagato, stiamo parlando di una chat che potrebbe essere utile ai magistrati in una indagine che riguarda la criminalità organizzata. Dovrebbe essere nell’interesse di Delmastro e del suo partito autorizzare l’utilizzo della chat per fare chiarezza. Non vogliamo processi sommari ma diciamo no a immunità politiche. Gli esponenti della maggioranza non possono essere concavi e convessi di fronte alle regole. Mi auguro che questa vicenda si chiarisca in Aula e si dia autorizzazione all’uso della chat”. Lo ha detto Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd al Senato, a Sky Start. “Le intercettazioni – ha proseguito Boccia – sono uno strumento investigativo prezioso indispensabile non solo contro la corruzione, ma anche proprio contro la criminalità organizzata. Chi sta seguendo i lavori nelle commissioni al Senato sa che è la maggioranza ad essere divisa su una riforma che nasce come toppa ai disastri che hanno fatto loro. Da giorni Fdi e Fi litigano, con la Lega che sembra passare di lì per caso. Noi la pensiamo come il procuratore Melillo, ma stiamo facendo un’opposizione dura al provvedimento perché in quel testo ci sono tante altre norme disastrose. Le intercettazioni vanno regolate non neutralizzate e il tema va affrontato in modo serio”.
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