“Oggi è saltato un patto politico che
aveva unito in maniera molto seria il nostro Parlamento. Non
riusciamo a capire cosa pensa la presidente del Consiglio, a lei
oggi ci rivolgiamo. Vogliamo sapere cosa pensa Giorgia Meloni
della cancellazione della parola consenso dal ddl che si chiamava
‘consenso contro gli stupri’. Se togli la parola ‘consenso’ dal
ddl contro gli stupri restano gli stupri”. Lo ha detto il
presidente dei senatori Pd Francesco Boccia dopo l’adozione a
maggioranza del testo Bongiorno come testo base sulla violenza
sessuale in commissione Giustizia.
Il testo adottato oggi “è un’altra cosa. Chiediamo ora le
audizioni. Si tratta di un’altra legge, non c’entra più nulla con
la legge passata alla Camera e quindi il Pd si sta battendo,
presenteremo tutte le nostre rimostranze. Abbiamo anticipato
anche alla Presidenza che è stato tradito un patto politico e
qualcuno dovrà rispondere”, ha concluso.
Ddl stupri, Boccia: seguito ordine Lega, partito patriarcale
“Da Fi e Fdi balbettii e vergogna” “Da parte dei gruppi
parlamentari di maggioranza c’è un sentimento di grande
vergogna, balbettano cose incomprensibili, è evidente
però che c’è un partito che alza la voce più di tutti gli
altri che è la Lega. Bongiorno ha seguito l’ordine e
l’indicazione del suo partito che ha un approccio patriarcale.
Da Fdi e Fi sentiamo un po’ più balbettii di circostanza”.
Lo ha detto il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia
dopo l’adozione a maggioranza del testo Bongiorno come testo
base sulla violenza sessuale in commissione Giustizia.