“Dopo quasi quattro anni il bilancio del suo Governo è ormai chiaro: avevate promesso un’Italia più forte, state lasciando un Paese più povero, più fragile e più diviso. Le vostre grandi riforme si sono fermate o sono evaporate davanti alla realtà: il premierato nascosto in un cassetto per evitare un referendum devastante sui poteri del Presidente della Repubblica, l’autonomia differenziata schiantata contro la Corte costituzionale, la riforma della giustizia fermata dagli italiani.
E mentre si fermavano le vostre riforme, si fermava anche l’Italia reale. In questi anni i salari hanno perso oltre il 10% del potere d’acquisto reale.
Nel frattempo crolla anche il potere d’acquisto delle pensioni e sono quasi in gran parte pensionati quelli tra i 6 milioni di italiani che hanno rinunciato a curarsi nel 2025, mentre la pressione fiscale è salita al 43,1%.
La produzione industriale è negativa da 37 degli ultimi 42 mesi. Le ore di cassa integrazione sono esplose oltre i 534 milioni nel 2025.
Anche sul piano internazionale il vostro sovranismo si è rivelato un fallimento. La vicinanza politica a Trump e la silenziosa neutralità sulle azioni criminali di Netanyahu non hanno rafforzato l’Italia: hanno prodotto più isolamento e meno credibilità europea.
Vent’anni fa, quando arrivò in Parlamento, qualcuno poteva persino credere che lei volesse cambiare i palazzi del potere. Oggi è chiaro agli italiani che sono i palazzi del potere ad avere cambiato lei.
Su industria, investimenti ed energia sarebbe sufficiente che lei cambiasse posizione con i suoi amici sovranisti e avremmo risolto tanti problemi che abbiamo di fronte. Ma ormai ha quattro anni su cinque alle spalle. Come arriverà a fine legislatura?
Lei è venuta qui a dirci che, siccome avete fatto una riforma fiscale e avete ripresentato per la quarta volta un piano casa che non ha capito nessuno le cose andranno meglio.
Ma non se n’è accorto nessuno. Preoccupatevi di salari e pensioni.
Quando ci proponete un tavolo, fatelo sulla sanità visto che le liste d’attesa non sono diminuite, nonostante due decreti.
Invece che chiederci un tavolo sulla legge elettorale, che riguarda solo il consolidamento del potere della sua maggioranza, si preoccupi di migliorare i numeri che le abbiamo illustrato e che lei non prende in considerazione e di risolvere i problemi delle imprese e delle famiglie italiane.” Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenuto al Premier Time a Palazzo Madama.