“Abbiamo ribadito che quello che è
accaduto” sul ddl stupri “è grave perché su questa legge era
stato costruito un patto politico chiaro per far avanzare il
paese nella lotta alla violenza di generi, introducendo appunto
il principio del consenso, ma quel patto è stato rotto”. Lo ha
detto il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, al
termine della capigruppo di Palazza Madama.

“C’è stato un tradimento politico rispetto all’accordo che
avevamo raggiunto e abbiamo chiesto tempi parlamentari adeguati
che molto correttamente il presidente del Senato ha concesso”, ha
aggiunto Boccia. “C’è un’ipotesi abbastanza chiara e il testo
dovrebbe arrivare in Aula l’8 aprile. In queste settimane
lavoreremo e ci sarà più tempo per le audizioni. Il mio appello
alla presidente Bongiorno è di non mettere il cronometro quando
faremo le audizioni ma di lasciare il tempo alle personalità che
saranno coinvolte che ci auguriamo possano essere rappresentative
di tanti mondi”.

Ddl stupri: Boccia, La Russa ha concesso più tempo per l’esame
A Bongiorno chiedo di non mettere il cronometro sulle audizioni

“Il patto sul consenso è stato rotto, il calendario
preesistente era quello che non prevedeva né
audizioni né altri confronti perché, a suo dire, la presidente
Bongiorno avrebbe fatto solo piccolissime modifiche. Invece non
è stato così. Quindi abbiamo chiesto tempi parlamentari adeguati
che molto correttamente il presidente del Senato ha concesso e
ha chiesto ai gruppi parlamentari di essere uniti almeno sui
tempi”. Così il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia,
parlando del probabile rinvio all’8 aprile dell’esame del
disegno di legge sulla violenza sessuale nell’aula del Senato
(era previsto il 10 febbraio) che si è ipotizzato nella
conferenza dei capigruppo che si è riunita oggi.
Boccia ha aggiunto: “In queste settimane lavoreremo, il mio
appello al presidente Bongiorno è di non mettere il cronometro
quando faremo le audizioni ma di lasciare il tempo alle
personalità che saranno coinvolte e che ci auguriamo possano
essere rappresentative di tanti mondi, quindi anche dal punto di
vista dei numeri”. E ha concluso: “Ora non c’è fretta, quindi è
opportuno ascoltare i tanti mondi che hanno da dire qualcosa su
questo tema così delicato. Il consenso significa soprattutto
protezione e non sospetto”.


Ne Parlano