“Il governo e il ministro Giorgetti hanno detto di no in questi anni a tutte le nostre proposte per tassare i giganti del web e le multinazionali. E ora tassano, con una scelta estemporanea, i cittadini per i piccoli pacchi. Perché non sono andati in Europa a lavorare per una misura comune? Perché purtroppo questa destra obbedisce solo agli ordini di oltreoceano, subisce i dazi, ma quando c’è da difendere l’unità europea fa finta di niente.
Poi però per raccontare questa manovra si nascondono dietro l’Unione europea. Da Giorgetti ho ascoltato una difesa di ufficio di una manovra povera e asfittica, giustificandola con le richieste dell’Unione europea. Quando servirebbe l’Europa la rifiutano, parlano di asimmetrie dei mercati. Attaccano l’Europa quando fanno i sovranisti. Ma poi si trasformano in grigi esecutori di Bruxelles. Non una parola sull’accanimento che questa destra dimostra nei confronti di lavoratori e pensionati, ma solo una imbarazzata giustificazione della scelta di riformare la previdenza complementare: è l’ammissione del fallimento di un governo che non sa cosa fare per rimettere in piedi il Paese. Invece di queste giustificazioni perché Giorgetti non ci dice quando arriva il maxiemendamento? Dove è finito?” Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia commenta la replica del ministro Giorgetti nell’aula del Senato.


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