“Quello che vediamo oggi non è un semplice abuso procedurale: è l’ennesimo segno di un governo ossessionato dal superamento di ogni limite al proprio potere. Ancora una volta il Parlamento viene piegato alla volontà dell’Esecutivo, con la complicità della maggioranza che rinuncia al proprio ruolo pur di assecondare Palazzo Chigi. Noi abbiamo chiesto in conferenza dei capigruppo e chiediamo di nuovo all’Aula che la comunicazione di domani della Presidente del Consiglio riguardi la guerra in Iran, i conflitti scoppiati in Medioriente e gli effetti economici sull’Italia e sugli italiani e che il 18 marzo la Premier Meloni torni in Senato, come da calendario, per discutere del Consiglio europeo”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, prendendo la parola in Aula sul calendario.
“Sono necessarie due fasi e la prima, quella sull’Iran – ha spiegato ancora Boccia – doveva avvenire molti giorni fa. Subito dopo il 28 febbraio, allo scoppio di questa guerra, le opposizioni hanno chiesto alla Presidente del Consiglio di riferire in Aula, ma lei non solo non lo ha fatto, ma ha taciuto per 4 giorni, unica premier d’Europa a stare in silenzio. In Parlamento sono venuti i ministri Tajani e Crosetto, ma non hanno soddisfatto né il Parlamento né il Paese, mentre di Meloni abbiamo capito solo che fa quello che dicono Trump e Netanyahu. L’ordine del giorno del Consiglio europeo è ancora solo provvisorio e sarebbe un’umiliazione per il Parlamento parlarne domani, senza affrontare la questione della guerra di Usa e Israele all’Iran, che ha scatenato ulteriori conflitti in Medioriente e stravolto gli equilibri globali. La forzatura contro il Parlamento di questa maggioranza e di questo governo è inaccettabile, specie se paragonata alle posizioni assunte da Fdi in Parlamento quando era all’opposizione dei governi Conte e Draghi”.