“Il ministro Urso doveva venire in Aula a rispondere alla nostra interrogazione e non a insultare la nostra intelligenza. La lezioncina in diretta tv doveva risparmiarsela e ha solo dimostrato di non saper rispondere alle nostre domande sull’ex Ilva e sul suo destino. In questi 3 anni abbiamo perso il contro dei piani che il ministro ha presentato sull’ex Ilva non attinenti alla realtà. Taranto, che non è solo un sito industriale ma il battito del cuore siderurgico del nostro Paese, come Genova e come altre città, è una città che ha un credito morale e industriale. E il Comune di Taranto e la Regione Puglia sono venuti incontro al governo, anche perché non si continuasse a dire che è colpa di qualcun altro e, anche se era agosto, sono venuti a vedere le carte. Cosa c’era nelle carte? La panzana di Baku Steel. Interessava solo il gas e la rigassificazione e non il piano industriale, perché se ci fosse stato un piano industriale sarebbe andata diversamente. Noi vogliamo sapere se la destra ha intenzione di assumersi la responsabilità del fallimento di questi tre anni. Se vogliono mettere insieme quello che per fortuna ancora c’è del polo dell’acciaio, anche con privati italiani, mettere le risorse pubbliche, nazionalizzare tutto quello che si può nazionalizzare e venire in Parlamento, avranno il nostro sostegno. Sapendo che decarbonizzare significa fare investimenti. Altrimenti rimarrà solo la polvere sugli altoforni spenti, la polvere che è quello che il governo italiano ha prodotto in questi anni”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, nel corso del question time nell’Aula del Senato con il ministro Urso sull’ex Ilva.
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