‘Continuiamo ad aspettare sgombero Casapound’
“L’ennesimo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri si presenta per quello che è: un’operazione di propaganda politica, costruita sullo scontro e sull’uso sistematico della paura. La conferenza stampa dei ministri dell’Interno e della Giustizia è stata il solito rituale: annunci roboanti, fermi preventivi, nuovi reati, scudi penali e come sempre zero risorse. Un linguaggio che richiama modelli estranei alla cultura costituzionale europea e che nulla ha a che vedere con la sicurezza reale dei cittadini.
La destra continua a confondere la forza dello Stato con l’ostentazione della repressione. La sicurezza si costruisce con investimenti, organici adeguati, formazione, prevenzione, presidio del territorio e rispetto pieno delle libertà costituzionali.
Grave e irresponsabile è poi l’uso delle parole. Evocare le Brigate Rosse, come ha fatto il ministro Nordio, non è solo una forzatura storica: è un errore politico profondo. La stagione del terrorismo è stata sconfitta da una democrazia forte, unita e rispettosa dello Stato di diritto. Tirarla in ballo oggi serve solo a costruire titoli e a legittimare un clima di emergenza permanente.
Questo decreto non rafforza la sicurezza del Paese e non aiuta le forze dell’ordine che chiedono risorse e potenziamento degli organici: rafforza solo i controlli, restringe gli spazi di dissenso, sposta poteri verso l’esecutivo e indebolisce il circuito delle garanzie. È il riflesso di un fallimento politico che la maggioranza tenta di coprire alimentando lo scontro sociale. Noi continueremo a difendere la sicurezza vera: quella che cammina insieme alla Costituzione, non contro di essa. E, ovviamente, continueremo ad aspettare lo sgombero di Casapound”.