“Ieri dalle pagine di Repubblica con Chiara Braga abbiamo lanciato un appello affinché si arrivi, entro la fine di questa legislatura, ad una legge sul fine vita. È responsabilità della politica rispondere alla sentenza della Corte Costituzionale che ha chiesto al Parlamento di legiferare. Alla Camera fu approvato nella scorsa legislatura, all’unanimità, il testo Bazoli. In questa legislatura al Senato la maggioranza non ha più voluto votare quel testo. In commissione la discussione si è arenata intorno ad un testo, secondo noi peggiorativo del testo Bazoli, che esclude il Servizio sanitario nazionale. Per noi questa resta una questione dirimente.
Non è più possibile però lasciare senza risposte la sofferenza di tanti cittadini che chiedono risposte allo Stato.
Se veramente anche FI, come afferma Enrico Costa oggi in una intervista, vuole arrivare ad una legge voti con le opposizioni domani nella Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, la calendarizzazione per l’aula del provvedimento sul fine vita. Solo così sarà possibile un confronto alla luce del sole davanti al Paese. Ogni forza politica si assumerà così la propria responsabilità. Quello che non è più accettabile, a un anno dalla fine della legislatura, è che si continui a rimandare il varo di una legge chiesta a gran voce anche da una parte del mondo cattolico che comprende, a differenza della destra, la necessità di riconoscere dignità a scelte tanto dolorose”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia commenta l’intervista del capogruppo di FI alla Camera Enrico Costa.
Boccia: “Servono responsabilità e coraggio parlamentare davanti al Paese. Noi diciamo no a privatizzare sofferenza”
“Sul fine vita non servono ambiguità né rinvii: serve coraggio parlamentare.
Non è una questione di governo o di maggioranza contro opposizione, ma di responsabilità davanti alla sofferenza delle persone e davanti a una richiesta chiara della Corte Costituzionale.
E c’è un punto per noi decisivo: la sofferenza non si privatizza. La dignità delle scelte più dolorose deve restare dentro il perimetro pubblico del Servizio sanitario nazionale, perché i diritti non possono dipendere dal reddito, dalla solitudine o dalle possibilità economiche di ciascuno. Ci auguriamo che domani alla conferenza dei capigruppo anche forze che sono in maggioranza accolgano la nostra richiesta per la calendarizzazione del provvedimento. Siamo di fronte a una questione che non riguarda la dinamica tra governo e opposizioni, ma che interroga la responsabilità della politica tutta”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia avvicinato in Senato dai giornalisti in vista della conferenza dei capigruppo annunciata per domani a Palazzo Madama.