“Se non ci fosse stata la guerra il
governo sarebbe già in crisi. La maggioranza dopo la sconfitta
referendaria è spaccata. E il governo, tra foto, ministri in
difficoltà e dimissioni è logorato. L’esito referendario ha
sancito la fine della stagione delle riforme annunciata in pompa
magna da Giorgia Meloni. E ora il governo è nudo. Quella del
referendum è stata una vittoria politica importante che è stata
anche una vittoria culturale e democratica che deve farci
sentire ogni giorno responsabili verso 15 milioni di italiani
che hanno sostenuto la battaglia a difesa della Costituzione e
dobbiamo convincere gli altri 13 che il centrosinistra è
l’alternativa a questo governo di cui possono fidarsi. Siamo
davanti all’ultimo anno di legislatura. Il bene prezioso che
abbiamo e’ l’unità del nostro partito. In Senato il regolamento
fa in modo che l’aula e il lavoro delle commissioni sia in balia
dei desiderata del governo. Con la maggioranza succube. Ma le
difficoltà di Giorgia Meloni e del ministro Giorgetti sono
evidenti. Ora la nostra coesione può essere l’arma che abbiamo
per mettere in difficoltà la navigazione dell’ultimo miglio del
governo Meloni. Per cui in ogni commissione, dalla prima dove
stiamo discutendo del dl sicurezza, dalla seconda dove
affrontiamo la legge sul consenso, a quelle economiche dove
affronteremo gli ultimi decreti del governo, i due sui
carburanti e un decreto fiscale danni il senso della
disperazione di questo esecutivo, dovremo dare battaglia. La
nostra unità contro le loro divisioni può essere la leva su cui
costruire, con le altre opposizioni, la base di un lavoro comune
per domani. Purtroppo l’arroganza istituzionale della destra
dopo il referendum anziché diminuire, vedi provvedimento sui
ballottaggi, e’ invece aumentata e non promette nulla di buono.
Domani Giorgia Meloni verrà in aula: per lei doveva essere il
primo step del rilancio, per noi deve essere il momento in cui
sveliamo definitivamente e certifichiamo l’inadeguatezza e il
fallimento del governo sul piano economico: crescita zero, il
rapporto deficit/Pil resta sopra il 3%, il costo dei carburanti
resta alto”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco
BOCCIA introducendo l’assemblea del gruppo del Pd al Senato
convocata in vista dell’informativa di Giorgia Meloni prevista
per domani.
“Se non ci fosse stata la guerra il
governo sarebbe già in crisi. La maggioranza dopo la sconfitta
referendaria è spaccata. E il governo, tra foto, ministri in
difficoltà e dimissioni è logorato. L’esito referendario ha
sancito la fine della stagione delle riforme annunciata in pompa
magna da Giorgia Meloni. E ora il governo è nudo.
Quella del referendum è stata una vittoria politica importante
che è stata anche una vittoria culturale e democratica che deve
farci sentire ogni giorno responsabili verso 15 milioni di
italiani che hanno sostenuto la battaglia a difesa della
Costituzione e dobbiamo convincere gli altri 13 che il
centrosinistra è l’alternativa a questo governo di cui possono
fidarsi. Siamo davanti all’ultimo anno di legislatura. Il bene
prezioso che abbiamo è l’unità del nostro partito. In Senato il
regolamento fa in modo che l’aula e il lavoro delle commissioni
sia in balia dei desiderata del governo. Con la maggioranza
succube. Ma le difficoltà di Giorgia Meloni e del ministro
Giorgetti sono evidenti. Ora la nostra coesione può essere l’arma
che abbiamo per mettere in difficoltà la navigazione dell’ultimo
miglio del governo Meloni. Per cui in ogni commissione, dalla
prima dove stiamo discutendo del dl sicurezza, dalla seconda dove
affrontiamo la legge sul consenso, a quelle economiche dove
affronteremo gli ultimi decreti del governo, i due sui carburanti
e un decreto fiscale danni il senso della disperazione di questo
esecutivo, dovremo dare battaglia. La nostra unità contro le loro
divisioni può essere la leva su cui costruire, con le altre
opposizioni, la base di un lavoro comune per domani. Purtroppo
l’arroganza istituzionale della destra dopo il referendum anziché
diminuire, vedi provvedimento sui ballottaggi, è invece aumentata
e non promette nulla di buono. Domani Giorgia Meloni verrà in
aula: per lei doveva essere il primo step del rilancio, per noi
deve essere il momento in cui sveliamo definitivamente e
certifichiamo l’inadeguatezza e il fallimento del governo sul
piano economico: crescita zero, il rapporto deficit/Pil resta
sopra il 3%, il costo dei carburanti resta alto”. Così il
presidente dei senatori del Pd Francesco BOCCIA introducendo
l’assemblea del gruppo del Pd al Senato convocata in vista
dell’informativa di Giorgia Meloni prevista per domani.


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