“Dopo quanto accaduto oggi appare definitivamente chiaro ciò che denunciamo da mesi: la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid è stata trasformata da Fratelli d’Italia da organo di garanzia del Parlamento in uno strumento di lotta politica.
Proprio mentre il Governo è stato costretto ad ammettere in Aula di aver chiuso con una transazione da oltre 100 milioni di euro il contenzioso con JC Electronics, una vicenda destinata ad aprire enormi interrogativi sulle responsabilità politiche e amministrative di quella scelta, il presidente Lisei ha scelto ancora una volta di piegare le regole parlamentari agli interessi della propria parte politica.
È ormai difficile considerarlo un presidente di garanzia. Chi presiede una Commissione parlamentare d’inchiesta deve assicurare imparzialità e tutela delle prerogative parlamentari, non dare costantemente l’impressione di interpretare le esigenze del partito di maggioranza e di Palazzo Chigi. Anche oggi ha ignorato le contestazioni unitarie delle opposizioni e imposto una decisione su materie che attengono direttamente ai poteri attribuiti dall’articolo 82 della Costituzione. Per questo ribadiamo la richiesta delle dimissioni di Lisei da presidente della commissione.
Più emergono interrogativi sulla transazione da oltre 100 milioni di euro, più cresce l’esigenza di trasparenza. Invece di rispondere, Fratelli d’Italia continua a comprimere il ruolo del Parlamento e a utilizzare questa Commissione come uno strumento di parte.
Diventa sempre più evidente il disegno politico che attraversa questa Commissione: da un lato la volontà di trasformare la più grande tragedia sanitaria della storia repubblicana nella rivincita di chi, durante la pandemia, ha delegittimato istituzioni, scienza e decisioni assunte per proteggere il Paese; dall’altro una vicenda, quella della transazione da oltre 100 milioni di euro, che rende inevitabile chiedersi se, accanto alla propaganda, abbiano inciso anche interessi diversi che nulla hanno a che vedere con la ricerca della verità.
Non siamo più di fronte a un episodio isolato, ma a un metodo che ritroviamo nell’autonomia differenziata, nelle forzature sulla legge elettorale, nell’occupazione della Rai e oggi, ancora una volta, nella Commissione Covid. Ogni volta che una regola limita il potere della maggioranza, quella regola viene calpestata dalla destra al governo.
Ancora più grave è il silenzio dei Presidenti della Camera e del Senato che, di fronte a contestazioni circostanziate e documentate sulle prerogative costituzionali del Parlamento, hanno scelto di non esercitare fino in fondo la loro funzione di garanzia.
Per questo nella prossima legislatura sarà inevitabile istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta sul funzionamento di questa stessa Commissione Covid. Sarà necessario ricostruire ogni passaggio decisionale, verificare se gli apparati amministrativi abbiano operato nella piena autonomia che la legge impone oppure se abbiano subito pressioni o interferenze politiche e accertare se relazioni improprie tra interessi privati, funzioni pubbliche e decisioni politiche abbiano inciso sulle decisioni assunte.
Le anomalie emerse, le ripetute forzature delle regole parlamentari e soprattutto la vicenda della transazione da oltre 100 milioni di euro impongono un accertamento rigoroso e indipendente. Noi continueremo a difendere il Parlamento, la Costituzione e la credibilità delle istituzioni, perché le istituzioni appartengono alla Repubblica e non ai partiti che temporaneamente esercitano il potere.” Così Francesco Boccia, presidente dei Senatori del Partito Democratico.