Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato, ha visto il video di Bologna? Cosa ne pensa?
«Sì, l`ho visto, verità e giustizia contano più della propaganda, va fatta immediata chiarezza come chiedono il sindaco Matteo Lepore e il presidente Michele de Pascale. Quando una persona perde la vita durante un intervento delle forze dell`ordine è il silenzio rispettoso e la fiducia nelle istituzioni che fanno la differenza e ci qualificano».
Perdere la vita durante l`intervento di chi in teoria dovrebbe tutelarla fa impressione.
«Intanto sono solidale con la famiglia della vittima. Occorrono rigore e trasparenza, non condanne o assoluzioni d`ufficio, lo si deve alla vittima e alla rispettabilità delle forze ordine. Le quali non sono strumenti di propaganda, come vorrebbe la destra. Noi non le arruoleremo mai in una battaglia politica, ma lavoriamo per dar loro mezzi e serenità. Non possono diventare il simbolo di uno scontro ideologico». Guardando il filmato, senza giudicare, ma non la colpisce la passività anche degli operatori della Croce Rossa?
«Bisogna trovarsi davanti a certe situazioni, e conoscerne tutti gli aspetti. La cosa fondamentale è difendere lo stato di diritto, che vale per tutte e per tutti. Senza categorizzazioni».
Sembra quasi che esistano vite di serie A e vite di serie B. Ingiustizie di serie A e ingiustizie di serie B. Questo episodio non richiama le violenze dell`Ice negli Usa?
«Anche la ripromessa estensione infinita del modello di “legittima difesa”, come da proposta della Lega, va nella stessa direzione. Se la destra vuole importare il modello Ice deve sapere che questo è il Paese sbagliato, abbiamo gli anticorpi democratici».
Vede quindi un filo rosso di Bologna con la vicenda Roggero?
«Certo che lo vedo. Ma l`Italia ha bisogno di una politica che ricomponga le divisioni, tutti perdiamo se trasformiamo ogni cosa in propaganda e scontro preconcetto. Non si cavalca la paura ma si difende la forza della Repubblica. Il caso Roggero è il risultato di un modello di governo, la ricerca continua di fatti da mediatizzare. A destra hanno bisogno di un conflitto permanente. E non riesco a capire se si rendono conto di quanto tutto questo fa male al Paese, anche perché prima o poi lo scontro vero, reale, di questo passo arriverà e si trasformerà in tragedia».
Cosa ne pensa di Salvini, per due giorni di fila a Bollate dal gioielliere? O di Bignami, anche lui a trovarlo e che già in automatico assolve gli agenti di Bologna?
«Sono più interessati a presidiare mediaticamente i luoghi del conflitto invece di risolvere i problemi, costretti a inseguire Vannacci per non farsi scavalcare a destra, dimostrando tutta la loro inadeguatezza. Alimentano le fratture: entrambi si esposero immediatamente su Rogoredo, difendendo il poliziotto che aveva sparato e ucciso uno straniero, senza sapere nemmeno come andarono i fatti. Poi si scoprì che fu una specie di esecuzione a sangue freddo. Noi però non contrapporremo mai i diritti alla sicurezza, una democrazia che funziona non può scegliere tra le due cose. La sicurezza senza diritti diventa arbitrio, i diritti senza sicurezza diventano fragili e non vengono davvero esercitati».
Dietro al caso Roggero vede anche un cannoneggiamento nei confronti del Colle?
«Oggi (ieri, ndr) lo stesso gioielliere ha chiesto scusa a Mattarella. La gravità degli attacchi nei suoi confronti da parte della destra sono sotto gli occhi tutti. Se i rappresentanti delle istituzioni non hanno fiducia nello stato di diritto e nelle istituzioni stesse, poi perché devono averla i cittadini? Ma lo capiscono che disastro culturale stanno facendo alimentando lo scontro?».